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Studenti in piazza il 12 ottobre

ROMA - Gli studenti scenderanno in piazza in tutta Italia il 12 ottobre per esprimere il proprio dissenso al progetto di riforma della scuola del ministro Moratti.
L'iniziativa è stata organizzata dagli Studenti di sinistra, dall'Unione degli studenti e dalla Rete Studenti sempre ribelli.
Ricordando che il 17 ottobre scade il termine ultimo per l'approvazione della delega sulla riforma della scuola, gli studenti, in una nota, stigmatizzano il fatto che il ministro Moratti abbia deciso di andare avanti con il decreto sul secondo ciclo nonostante il parere negativo della Conferenza Stato-Regioni.
Il risultato della sua legge - osservano - «è una scuola che divide in base all'estrazione sociale: solo nel primo anno dall'abrogazione della legge 9/99, che elevava l'età dell'obbligo scolastico, 30.000 studenti in meno si sono iscritti alla scuola superiore». Gli studenti lanciano quindi la richiesta di cancellazione della delega 53 e l'avvio di un percorso che riformi la scuola a partire dal dialogo con gli studenti. «Tre - spiegano - sono lee priorità su cui vogliamo risposte chiare: innanzitutto chiediamo che l'obbligo scolastico sia gradualmente innalzato fino a 18 anni passando dell'innalzamento immediato a 16 anni. L'innalzamento dell'obbligo deve avvenire contestualmente a una revisione del sistema educativo, della didattica e con l'introduzione di un biennio unitario, ritardando i canali più professionalizzanti. Secondo punto - proseguono - sono la democrazia e la partecipazione degli studenti all'interno delle scuole. Dobbiamo rilanciare l'idea che la scuola deve essere uno spazio di partecipazione collettiva e diretta. Per andare oltre la pariteticità delle componenti nei consigli di istituto, è necessario rilanciare una vera partecipazione al governo della scuola valorizzando sia luoghi formali che quelli informali di partecipazione degli studenti. Terza priorità è il diritto allo studio. E' necessaria una legge quadro nazionale che istituisca un fondo per le regioni da distribuire in borse di studio sulla base della condizione reddituale degli studenti. Vogliamo un intervento in grado di abbattere gli ostacoli verso l'accesso ai canali extrascolastici del sapere, quindi agevolazioni per teatri, musei, mostre, cinema, libri e musica».

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