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Sport - Valentino Rossi, storia di un campione

PALERMO - E' uscito ancora il «46» sulla ruota della MotoGP. Valentino Rossi, per il quarto anno consecutivo, il quinto se si considera anche l'ultimo titolo asseganto nella classe 500 cc., si aggiudica l'iride nella «classe regina» del Motomondiale di Velocità. Ancora in sella alla Yamaha, il campione di Tavullia ha chiuso con quattro Grand Prix d'anticipo la corsa al titolo delle «4 Tempi». Per il «dottore» nove su tredici gare disputate. Per il mitico «Vale» una stagione indimenticabile dove ha frantumato ogni record. Gli resiste solo quello dei titoli vinti, i fatidici 15 di Giacomo Agostini, quasi impossibile da superare con i suoi sette (compresi quello della 125 e della 250, ndr), poi quello dei punti conquistati, delle vittorie consecutive e stagionali, sono andati in frantumi. Nel suo futuro un altro anno in sella alla Yamaha alla ricerca del Grande Slam, prima, forse, del tanto fatidico passaggio alle quattro ruote, magari al volante di una Ferrari già dal 2007. Figlio di Graziano Rossi, pilota, terzo nel campionato del mondo classe 250 con la Morbidelli nel 1979, e di Stefania, mamma apprensiva ma mai invadente, che lo segue spesso negli appuntamenti importanti ha cominciato la carriera nel 1990 nelle gare di mini-moto. Nel 1993 ha debuttato con la Cagiva nel campionato italiano 125 Sport Production cogliendo le sue prime vittorie nella stagione del debutto e vincendo il titolo nel 1994.
Nel 1995 ha corso nell'Europeo come pilota ufficiale Aprilia arrivando terzo assoluto e ha rivinto il titolo italiano 125. Per quanto riguarda la carriera nel Motomondiale, nel 1996 ha debuttato nel mondiale nel GP della Malesia della 125 in sella all'Aprilia della scuderia AGV. In campionato è finito nono con 111 punti e 1 vittoria in Repubblica Ceca. Nel '97 è stato il secondo più giovane campione del mondo della 125, guidando l'Aprilia del team Nastro Azzurro. In campionato: 1 con 321 punti e 11 vittorie (Malesia, Spagna, Italia, Francia, Olanda, Imola, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Catalogna e Indonesia). Nel '98 passa in 250 con l'Aprilia del team Nastro Azzurro. In campionato: 2 con 201 punti e 5 vittorie (Olanda, Imola, Catalogna, Australia e Argentina). Dopo la pausa del '98 torna a vincere nel '99, quando diventa il più giovane campione del mondo della storia nella classe 250 guidando per l'Aprilia Racing Team. In campionato: 1 con 309 punti e 9 vittorie (Spagna, Italia, Catalogna, Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca, Australia, Sud Africa e Brasile). Il 2000 è l'anno del passaggio alla classe regina che allora si chiamava 500 e aveva le moto a due tempi.
Guidando una Honda per il team Nastro Azzuro, chiude secondo in classifica ottenendo due vittorie (Gran Bretagna e Brasile). Il 2001 è invece l'anno della consacrazione definitiva. Conquista infatti il mondiale 500 in sella alla Honda del team Nastro Azzuro. In campionato chiude primo con 325 punti e 11 vittorie (Giappone, Sud Africa, Spagna, Catalogna, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Portogallo, Pacifico, Australia, Malesia e Brasile). Nel 2002, invece, cambiano le moto (si passa all'era quattro tempi) ma non i suoi risultati. Il Dottore vince il mondiale MotoGP in sella alla prima Honda RC211V del team Repsol Honda. Il suo è un campionato da record che difficilmente sarà ripetuto: chiude primo con 355 punti e 11 vittorie (Giappone, Spagna, France, Catalogna, Italia, Olanda, Gran Bretagna, Germania, Portogallo, Brasile e Australia). Nel 2004 la scommessa di lasciare la Honda per passare alla Yamaha, per dimostrare di essere in grado di vincere anche in sella ad una moto non al top. E' forse la scommesse più importante della sua carriera ed il «folletto» di Tavullia la vince conquistando il terzo titolo nella MotoGP. Vince otto Gran premi. All'esordio in sella alla YZR-M1 a Welkom nel GP d'Australia vince e poi si ripete in Italia, Catalunya, Olanda, Gran Bretagna, Portogallo, Malesia e Australia.

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