Lunedì 17 Dicembre 2018 | 00:55

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L'uragano incombe sulla costa

WASHINGTON - L'uragano Rita sta per colpire l'arco di costa sul Golfo del Messico risparmiato da Katrina e s'appresta a sommergere Port Arthur, una cittadina di 50mila abitanti al confine tra Texas e Louisiana.
Venti intorno ai 200 chilometri l'ora, inondazioni e piogge violentissime e torrenziali distruggeranno - si calcola - almeno 6.000 case e causeranno danni, nel solo Texas, a oltre cinque milioni di persone.
Mentre si prepara la nuova catastrofe, è già tornato l'incubo a New Orleans, dove gli argini hanno ceduto prima ancora che Rita facesse sentire i suoi effetti, che lì saranno quelli di una tempesta tropicale.
L'uragano è calato a forza 3 quando è a 300 chilometri a sudest di Port Arthur, che sembra, per ora, destinato a essere l'epicentro dell'impatto con la costa (ma cambiamenti di rotta sono sempre possibili).
Gli esperti prevedono che, domani, quando s'abbatterà sulla terraferma, Rita, pur calato d'intensità da forza 5, la massima, a 3, sarà ugualmente «una perturbazione potenzialmente devastante».
L'esodo ha complessivamente coinvolto 2,7 milioni di texani che si sono spostati nelle ultime 48 ore verso l'interno, allontanandosi dalle zone costiere più minacciate: le strade, a raggiera intorno a Houston apparivano, dall'alto, percorsi biblici, una fuga dall'Egitto con macchinoni Suv al posto dei carri trainati dai buoi.
Gli ingorghi sono stati mostruosi: decine di migliaia di persone hanno trascorso la notte in auto parcheggiati o accampati lungo le carreggiate.
Il presidente George W. Bush ha visitato l'area a rischio, prima di rifugiarsi in un bunker del Colorado per seguire l'andamento della perturbazione. Qualcuno gli ha rimproverato mancanza di coerenza, perchè, subito dopo Katrina, non si fece vedere nelle zone colpite «per non essere d'impiccio». Ma, se non avesse fatto il sopralluogo, gli sarebbe stata rimproverata indifferenza.
Il governatore del Texas Rick Perry, successore di Bush, definisce l'operazione d'emergenza «un'enorme prova»: migliaia di persone sono state pure trasferite per via aerea (da mezzogiorno locale, le 19 in Italia, l'aeroporto di Houston è praticamente chiuso al traffico commerciale).
Ma ci si prepara al peggio. Il governatore della Louisiana Kathleen Blanco consiglia agli evacuati di Rita, che, spesso, sono gli evacuati di Katrina 'riciclatì da un rifugio all'altro: «Scrivetevi sul braccio, con inchiostro indelebile, il numero di sicurezza sociale», una sorta di codice fiscale che negli Stati Uniti individua ogni cittadino. Un consiglio macabramente pratico: in caso di tragedia, il numero consente d'identificare i cadaveri.

ALLARME SU 500 CHILOMETRI - L'allarme uragano è in vigore su un arco di costa di circa 500 chilometri, da Port O'Connor, in Texas, a sud e ad ovest, tra Corpus Christi e Galveston, e Morgan City, in Louisiana, a nord e ad est. Più a est ancora, a New Orleans è invece in vigore l'allarme tempesta tropicale.
Galveston, città martire d'una tempesta nel settembre 1900, evacuata quasi al 100 per cento, sta già subendo infiltrazioni d'acqua, mentre le propaggini di Rita la sfiorano appena.
La perturbazione avanza a circa 15 chilometri l'ora:il raggio dei venti da tempesta tropicale è di circa 300 chilometri, quello dei venti da uragano di circa 150.
L'impatto con la costa potrà causare «mareggiate grosse e pericolose», alzando il livello del mare fino a sette metri.
Le precipitazioni saranno di almeno 30 centimetri.

A RISCHIO 25% RAFFINERIE USA - Rita ha, sul suo cammino, un quarto delle capacità di raffinazione degli Stati Uniti.
L'impatto dell'uragano sui prezzi della benzina s'è già fatto sentire, anche perchè l'evacuazione ha coinvolto pure piattaforme petrolifere, rallentando la produzione.
Il governatore del Texas sollecita rifornimenti addizionali di benzina, perchè le auto dell'esodo restano senza benzina sull'autostrada, dove le stazioni di servizio sono esaurite.
La protezione civile sta intervenendo e le forze armate mandano cisterne a rifornire gli automobilisti per strada, in quello che appare un paradosso americano, ritrovarsi senza benzina in una delle aree più ricche di petrolio al mondo.

AUTORITA' PREPARATE - Dopo essersi fatte cogliere impreparate da Katrina, a fine agosto, le autorità federali si sono mosse, questa volta, per tempo e hanno immagazzinato nell'entroterra di Rita tonnellate di viveri e acqua, hanno telefoni satellitari e migliaia di letti in ospedali da campo.
Con la missione odierna, il presidente Bush vuole proprio mostrare che soccorsi e aiuti, uomini e mezzi sono preparati all'emergenza: «Responsabili a tutti i livelli sono attrezzati al peggio», aveva detto ieri e ha ripetuto oggi, prima di lasciare Washington. Decine di migliaia i soldati sul chi vive.
Bush vuole evitare un'altra Katrina, cioè un altro disastro umano, sociale, economico, ma anche politico, perchè ritardi ed errori nella risposta all'emergenza New Orleans continuano a danneggiare la sua immagine, già compromessa dall'andamento del conflitto in Iraq.
Oltre che il presidente, anche la gente pare avere imparato una lezione da Katrina: l'ordine di evacuazione da Houston è stato più rispettato che quello da New Orleans. Restano però le distanze tra i ricchi, che se ne vanno in aereo, i borghesi che fuggono in Suv e i poveracci che partono col bus.
Giampiero Gramaglia

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