Giovedì 13 Dicembre 2018 | 23:16

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Montezemolo: «No a una Finanziaria elettorale»

presidente Confindustria Cordero di MontezemoloROMA - La Finanziaria è «l'ultima occasione per occuparsi seriamente di crescita e sviluppo» e per questo non deve essere una manovra «elettorale». Con un' economia che non cresce, il Governo deve dunque evitare che da oggi alle elezioni del 2006 si crei una situazione di immobilismo. Per correggere lo sforamento del rapporto deficit/PIl, inoltre, gli 11,5 miliardi previsti dalla bozza di Finanziaria presentata dal ministro Siniscalco non bastano e ne servono 13. A chiedere una manovra capace di rilanciare lo sviluppo è il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, intervenuto alla presentazione delle previsioni macroeconomiche del Centro Studi di viale dell'Astronomia.

«Se guardiamo i dati della nostra economia - ha osservato il leader degli industriali - dobbiamo serenamente essere preoccupati. Soprattutto se, di fronte a queste cifre e ai questi numeri, non cerchiamo di far ripartire la crescita: questa è l'unica riposta che possiamo dare alle famiglie e ai ceti deboli». Le Finanziarie elettorali - ha ammonito Montezemolo - «non hanno mai pagato nè in termini di consenso nè in termini di crescita», hanno «solo aggravato i problemi» e «mai come questa volta gli elettori sapranno giudicare chi si impegna per affrontare correttamente i problemi veri del Paese. Perchè l'economia è il tema numero uno, la priorità del Paese».
Fra le misure urgenti, che nella manovra non possono mancare, Montezemolo individua almeno 2 temi: «gli oneri impropri, cioè il cuneo fiscale e l'Irap. Sono - ha detto - la strada maestra per tagliare il costo del lavoro alle imprese e contemporaneamente aiutare le famiglie».
Il rischio invece è che, la lunga volata elettorale si traduca in «un anno di totale immobilismo».

I numeri elaborati dal Centro Studi dell'associazione degli industriali, del resto, parlano da soli. Le previsioni dei crescita parlano di un +0,2% per il 2005 e di un +1% per il 2006 prossimo, dimostrandosi così più ottimistici rispetto alle stime del Governo per quest'anno (crescita zero era scritto nel Dpef) e più pessimistici per il prossimo (1,5% la stima dell'Esecutivo). Ma comunque segnale dei un'economia che non cresce. Sul fronte prezzi viale dell'Astronomia prevede un tasso di inflazione 2005 al 2,1% (2,2% il Governo) e al 2,0% nel 2006, contro l'1,6% fissato dal documento di programmazione economica e finanziaria. I consumi, per gli industriali, dovrebbero aumentare dell'1,1% quest'anno e dell'1,2% il prossimo, contro una stima governativa, rispettivamente, di +0,8% e 2,1%.
Luce rossa poi, sulla Pubblica Amministrazione e sul rapporto deficit/Pil.

«Anche se non venissero rinnovati i contratti per il biennio 2006-2007 - afferma il Csc - la spesa per il costo del lavoro nella PA potrebbe tendenzialmente crescere del 7,5% circa nel biennio 2005-06, a fronte di una previsione, nel Dpef del 4,5%». E per questo sono «necessari interventi più incisivi di quelli finora adottati».
Sul fronte della correzione del deficit poi, per Confindustria gli 11,5 miliardi annunciati nella bozza di Finanziaria, non sarebbero sufficienti. Ne servirebbero almeno 1,5 in più. «Poichè l'indebitamento tendenziale del 2006 è stimato in 4,7% del Pil - sostiene infatti viale dell'Astronomia - risulta necessaria una manovra netta di bilancio dell'ordine di 0,9 punti percentuali di Pil, corrispondenti a circa 13 miliardi di euro».

«Confindustria - ha aggiunto Montezemolo - ha indicato nella riduzione del cuneo fiscale e dell'Irap le strade maestre per tagliare il costo del lavoro alle imprese e contemporaneamente aiutare le famiglie. Ha anche sottolineato con forza l'importanza di aiutare le imprese che fanno ricerca premiando fiscalmente anche la collaborazione con le università». Per questo - ribadendo come la manovra sia un'occasione da non perdere - il presidente degli industriali si è rivolto alle forze politiche che stanno mettendo a punto la Finanziaria. «La legge Finanziaria - ha detto - è l'ultima occasione di questa legislatura per occuparsi seriamente di crescita e di sviluppo, mettendo i problemi dell'economia, cioè i problemi dei cittadini e delle imprese, al primo posto. Lo dico in modo chiaro e accorato a tutte le forze politiche, perchè far ripartire la crescita è l'unico modo per aumentare l'occupazione e dare una risposta seria ai problemi delle famiglie in difficoltà».

Ricordando le finanziarie elettorali degli anni passati che non hanno mai «pagato in termini di consenso e di vera risposta ai problemi del Paese», il leader degli industriali ha anzi sottolineato come «hanno solo aggravato i problemi». La politica di bilancio italiana - ha aggiunto - «che per sua natura dovrebbe avere un respiro di medio-lungo periodo, è invece schiacciata sul breve», e inoltre «punta a una distribuzione a pioggia di risorse comunque molto, molto scarse e non ad aiutare selettivamente le imprese che investono, producono, esportano e sono esposte alla concorrenza internazionale».
Secondo Montezemolo infine «è fondamentale, proprio nella fase in cui le imprese stanno producendo da sole un grande sforzo di riposizionamento di prodotti e di mercato, dare un segnale concreto su questi pochi importanti temi e in questa legge Finanziaria. Si tratta di un impegno che chiediamo alla maggioranza - ha continuato - a cui spetta avanzare le proposte serie e concrete, e all'opposizione, che può dare un contributo importante in Parlamento, con senso di responsabilità. Credo - ha concluso Montezemolo - che mai come questa volta gli elettori sapranno giudicare chi si impegna per affrontare correttamente i problemi veri del Paese. Perchè l'economia è il tema numero uno, la priorità del Paese».

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