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Iraq - Giornali arabi: «L'uso della forza contro i sunniti è inutile e deleterio»

IL CAIRO - Il mondo arabo l'aveva previsto: il rinnovato uso della forza contro i sunniti della piccola città di Tal Afar avrebbe solo condotto ad un inasprimento del conflitto in Iraq. La situazione politica in Iraq «va di male in peggio... si va sempre più verso la deflagrazione di profondi rancori confessionali», aveva scritto il quotidiano egiziano "al Ahram", all'indomani dell'offensiva congiunta americano-irachena contro il bastione ribelle di Tal Afar, nel Nord vicino a Mossul, durante la quale sono morte 140 persone.
Nell'operazione Ciclone, gli americani hanno usato missili, carri armati, artiglieria «riducendo Tal Afar ad un cumulo di macerie con il pretesto di eliminare i membri di al Qaida - scrive proprio oggi in un editoriale il quotidiano egiziano governativo "al Akhbar" -: il fatto è che centinaia di cittadini, uccisi dagli americani, non avevano nulla a che fare né con la violenza, né con la resistenza».
«Le forze di occupazione hanno usato simili metodi incivili e violenti in altre parti dell'Iraq, a Falluja, Najaf, Karbala e altre città senza ottenere nulla di quanto si erano proposti... al contrario tali offensive hanno sempre una risposta negativa, fomentano i sentimenti contro le forze americane e incoraggiano gli iracheni a sostenere la resistenza», scrive "al Akhbar".
Gli abitanti della città sono sunniti e sono loro ad aver pagato il prezzo più alto, aggiunge "al Ahram": «questo anima rivendicazioni confessionali che getteranno il Paese nell'abisso delle divisioni religiose, con l'obiettivo di spaccarlo socialmente dopo averlo distrutto politicamente». L'uso della forza non serve e dovrebbe essere bandito, l'unica soluzione è «un calendario per mettere fine all'occupazione straniera e partire con la ricostruzione dell'Iraq sulla base della cittadinanza e non su quella etnica e confessionale», conclude il giornale.
La cellula irachena della rete terroristica di al Qaida ha rivendicato su un sito Internet gli undici attentati che hanno ucciso almeno 150 persone oggi a Baghdad, sostenendo che sono stati fatti per vendicare l'operazione militare dei giorni scorsi contro Tal Afar.
«È cominciata la campagna per vendicare i sunniti di Tal Afar», afferma il messaggio attribuito al gruppo di "al Qaida" per la Jihad in Mesopotamia, l'organizzazione che fa capo al terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi, il nemico numero 1 degli americani in Iraq la cui testa vale 25 milioni di dollari. La rivendicazione, la cui autenticità non è verificabile anche se è stata fatta su un sito normalmente usato da "al Qaida", non parla in modo specifico degli attentati di Baghdad, ma dice che le «brigate» si sono mobilitate e che dettagli saranno forniti «quando saranno disponibili le informazioni sulle operazioni a Baghdad e nelle altre città «. È l'occupazione dell'Iraq «la vera ragione dietro i massacri», scrive il governativo "al Gomhuria", che illustra il pezzo con una vignetta con due soldati, un americano e un iracheno, che fanno con indice e medio il segno di vittoria in cima a una pila di cadaveri.
Barbara Alighiero

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