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La psicologa Maria Rita Parsi: «Internet è risorsa»

ROMA - «La scuola non è un luogo di isolamento dalla realtà ed è quindi normale che i ragazzi chiedano di poter usare il cellulare ed internet anche durante l'orario scolastico. E' necessario però, che l'uso venga regolamentato». E' quanto afferma Maria Rita Parsi, scrittrice e psicologa, fondatrice del "Movimento Bambino", in merito al un sondaggio realizzato da Habbohotel.it, ed ideato da Mediarkè, che si è svolto dal 25 agosto al 6 settembre sul sito www.habbohotel.it a cui hanno partecipato 1.028 ragazzi tra i 12 ed i 18 anni. Secondo il sondaggio, 3 ragazzi su 10 (esattamente il 33,5%) hanno dichiarato che il cellulare dovrebbe essere sempre utilizzabile a scuola, mentre il 54,7% degli intervistati vorrebbe come materia facoltativa l'uso di internet.
«Va subito fatto un distinguo tra cellulare ed internet - spiega la scrittrice - L'uso del cellulare a scuola non è opportuno ma non per questo vietato. Durante il lavoro scolastico è necessario rispettare alcune regole, e quindi andrebbero spenti. Ma andrebbero previste alcune pause durante le quali i ragazzi possono riaccenderlo e verificare le chiamate oppure farne. Questo dipende dai docenti».
«Diverso è il discorso su internet - aggiunge - internet a scuola assolutamente si. Se la scuola inserisse nei suoi programmi l'uso di Internet ne scoprirebbe dei seri vantaggi. Basta pensare a quanto può dare nel campo della ricerca, dell'informazione, dell'approfondimento. Inoltre, proprio perché piace ai ragazzi che la sentono come una cosa «loro» internet assumerebbe un valore ludico: internet come gioco, gioco come apprendimento e quindi palestra di vita.
La scuola - conclude - deve essere capace di rappresentare la società civile, diventare un centro culturale polivalente, presidio psico-medico psicologico, deve diventare un supporto alle famiglie».

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