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Legge elettorale - Prodi: proposta indecente e irricevibile

ROMA - Sarà una battaglia feroce. L'Unione prepara le barricate per bloccare la riforma elettorale della Casa delle libertà. Una proposta «indegna e irricevibile», taglia corto Romano Prodi. Un trucco della Cdl terrorizzata dalla sconfitta elettorale, attacca Piero Fassino. Il centrosinistra si attrezza in vista di uno scontro all'arma bianca e il leader della coalizione partecipa domani mattina alle nove ad un'assemblea dei gruppi di Camera e Senato, che metterà in agenda, assicura il Professore, «le decisioni tattiche».
L'opposizione sa che un'eventuale modifica della legge metterebbe in forse le prospettive di una vittoria alle Politiche, che gli esponenti del centrosinistra sentono quasi in tasca. Con le norme studiate dalla maggioranza, è la paura di fondo dell'Unione, i voti che andranno ai "piccoli" del centrosinistra sarebbero voti persi. Sono diverse le forze che si presentano da sole e che verosimilmente non riusciranno a sfondare il tetto del 4% e non concorreranno al premio di maggioranza. Milioni di voti "bruciati", che potrebbero in teoria consentire all'altra coalizione di avere più seggi anche se ottenesse meno voti.
Quando comincia a circolare la voce delle reali intenzioni della maggioranza, il centrosinistra convoca un vertice-lampo per «lanciare l'allarme a tutto il Paese», come dirà Prodi al termine della riunione. «Il parere unanime dell'Unione - insiste - è che la legge proposta è uno stravolgimento delle regole democratiche». Uno stravolgimento, spiega, studiato «da chi sa di perdere per falsificare il risultato delle elezioni». Sulla stessa linea il segretario dei Ds Fassino, che parla di una «proposta truffa con la quale la Cdl vuole truccare le carte per evitare la sconfitta».
Tutta l'Unione è compatta e Francesco Rutelli, leader della Margherita, denuncia «il colpo di mano» di una maggioranza che pensa soltanto a non perdere e non si occupa dell'economia, dei problemi delle famiglie e delle imprese. Tutti, anche i proporzionalisti come Fausto Bertinotti e l'Udeur, si dicono pronti alla battaglia campale. I Verdi parlano di resistenza democratica in Parlamento e nel Paese, e alla riunione di questo pomeriggio Pier Luigi Castagnetti, presidente dei deputati Dl, non esclude una mobilitazione popolare, iniziative politiche anche fuori delle aule parlamentari per coinvolgere i cittadini.
Gli strumenti operativi saranno comunque definiti nella riunione di domani. Dal quartier generale di Prodi fanno sapere che a oggi non c'è alcuna direttiva di tipo tecnico, ma che certo l'Unione metterà in campo tutto ciò che è nelle sue possibilità e tutto quanto sarà utile per bloccare l'offensiva del centrodestra. Intanto già oggi, dopo la presentazione del maxiemendamento che contiene le modifiche decise dalla maggioranza, i deputati del centrosinistra lasciano l'Aula di Montecitorio costringendo il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, dopo che per tre volte manca il numero legale, a rinviare la seduta a domani.
«E continueremo così», assicura il Verde Paolo Cento. Nella riunione del pomeriggio c'è chi mette in guardia dai pericoli di un ostruzionismo esasperato. La Cdl, è il ragionamento, dirà che l'Unione blocca l'esame della Finanziaria danneggiando così l'economia. Un'osservazione su cui tutti sono d'accordo, ma che non è sufficientemente forte per dire no all'ostruzionismo. «Perfino Cusumano dell'Udeur - racconta uno dei partecipanti all'assemblea - ha detto, come tutti gli altri, che la nostra battaglia deve andare fino in fondo, bollando la proposta della maggioranza come un golpe elettorale».
La tattica sarà decisa nei dettagli domani mattina. In ogni caso i gruppi dell'Unione hanno già depositato 500 emendamenti al testo, che andrà in Aula alla Camera il 26 settembre per la discussione generale.
Fabrizio Nicotra

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