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New Orleans - Scene di stupri e di linciaggi

WASHINGTON - Continuano ad emergere scene di orrore da New Orleans, la città fantasma dove i morti, completata la evacuazione, sono diventati più numerosi dei vivi. Alle storie di stupri e di sanguinose violenze si aggiungono le testimonianze di brutali linciaggi.
Nell'inferno umano del Convention Center, dove per giorni 25 mila persone hanno atteso un sorso d'acqua ed un pugno di cibo, vi sono stati numerosi stupri. Una ragazza è stata violentata ed uccisa in un bagno del grande centro dove per quattro giorni hanno dettato legge bande di teppisti. «La gente ha catturato il responsabile dello stupro e lo ha picchiato fino ad ucciderlo», ha raccontato un soldato della Guardia Nazionale.
Vi sono stati linciaggi e stupri anche al Superdome, l'altro grande centro di raccolta degli sfollati di New Orleans, dove un uomo è stato picchiato a morte dalla folla ed un altro si è suicidato.
Sia il Convention Center che il Superdome sono stati evacuati dopo che l'arrivo di migliaia di soldati della Guardia Nazionale ha consentito di riportare una parvenza d'ordine a New Orleans.
Ma gli sfollati, adesso giunti in Texas e in altri centri di accoglienza, raccontano scene terribili.
Una afro-americana ha raccontato che gli stupri avvenivano al Convention Center soprattutto nelle vicinanze dei bagni, dove le donne avevano ormai il terrore di recarsi se non sotto scorta di gruppi di familiari.
Al Superdome venivano vendute al mercato nero sostanze antidiuretiche che aiutavano i rifugiati a resistere alla necessità di recarsi ai bagni, che del resto si sono rapidamente intasati. Alcune persone si erano avvolte sacchi di plastica di spazzatura intorno ai piedi per poter attraversare le aree dello stadio coperto senza imbrattarsi di urina o feci.
«Per quasi una settimana questa città è stata nelle mani di bande di teppisti che facevano quello che volevano - ha raccontato Tanika James, fuggita a Baton Rouge dopo avere osservato numerose scene di violenza -. Sceglievano impunemente le loro vittime, da stuprare o derubare, senza timore di essere puniti dalla polizia».
Anche Michael Davis, un diciottenne che è riuscito a raggiungere Lafayette, ha parlato di «un'orgia di violenza».
La settimana di caos ed anarchia è testimoniata, oltre che dai racconti degli sfollati che sono riusciti a scappare da New Orleans solo alcuni giorni dopo, dai cadaveri che galleggiano sulle acque melmose che hanno inondato la città del famoso carnevale: alcuni dei corpi sono crivellati di proiettili.
L'arrivo di massicci rinforzi della Guardia Nazionale ha reso meno visibile le attività delle bande armate che da lunedì l'hanno fatta da padroni a New Orleans. Ma la violenza continua in una città che è stata quasi completamente evacuata.
Tra gli orrori temuti c'è quello delle epidemie che potrebbero divampare in un futuro non lontano. Tra i numerosi pericoli ci sono quelli di epidemie di epatite A e di colibatteri. I superstiti di Katrina che hanno ingerito cibo ed acqua contaminati potrebbero sviluppare salmonella. Inoltre le zanzare che si moltiplicano rapidamente nelle aree di acque stagnanti potrebbero diventare portatrici del micidiale virus del Nilo. Sembra invece di poter escludere la possibilità di epidemie di tipo tifoide e di colera.
L'evacuazione dei vivi, che ha conferito a New Orleans un aspetto spettrale nel cuore del lungo "ponte" festivo del Labour's Day che in altre circostanze avrebbe visto la città pullulare di turisti, ha riportato un po' di attenzione anche sui morti.
Molti cadaveri sono rimasti abbandonati nelle strade della città, spesso attaccati dai topi che hanno trovato in questa sciagura condizioni ambientali ideali. Albert Jordana, che si sposta nella città allagata con un kayak blu, ha trovato un cadavere a faccia in giù nell'acqua, gonfio, lungo la celebre Canal Street, nel French Quarter.
Il cadavere di una donna anziana è steso da mercoledì davanti ad un negozio d'antiquariato del Garden District.
Qualcuno ha coperto il corpo con un lenzuolo. Un rettangolo di mattoncini rossi è stato disegnato intorno al cadavere.
Qualcuno ha scritto a vernice sul lenzuolo «Qui giace Vera».
Non sono stati ancora distribuiti i sacchi neri per raccogliere i corpi, che continuano a fluttuare sulla corrente.
L'obitorio principale di New Orleans, situato nello scantinato di un tribunale in centro, è completamente allagato e 47 cadaveri che, avvolti nei sacchi scuri, erano conservati nel luogo prima dell'avvento di Katrina stanno adesso galleggiando all'altezza del soffitto.
«I primi giorni New Orleans ha dovuto affrontare un disastro naturale - ha osservato Phillip Holt, un residente di New Orleans - ma questi ultimi giorni sono stati un disastro di natura umana: le autorità non avrebbero dovuto lasciarsi cogliere così impreparate».
Cristiano Del Riccio

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