Martedì 11 Dicembre 2018 | 12:55

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New Orleans - Cadaveri, accampamenti puzzolenti e voci di cannibalismo

WASHINGTON - I cadaveri che continuano a galleggiare nelle strade e i 29 neonati portati in salvo. Gli accampamenti puzzolenti dei disperati e i 700 ospiti dell'Hyatt Hotel che scavalcano la fila dei dannati in attesa di evacuazione. Le scene di eroismo e le voci di cannibalismo. È una collezione di immagini a tinte forti e ricche di contrasti, quella che racconta una New Orleans tra angoscia e speranza, quasi una settimana dopo Katrina.

TROPPO PRESTO PER I CADAVERI
Dopo essere rimasti chiusi per giorni dentro la loro chiesa, la Big Easy Church, un gruppetto di evangelici cristiani hanno deciso di tentare il tutto per tutto abbandonando New Orleans a piedi. Lungo il tragitto, hanno visto numerosi cadaveri nelle acque sporche lasciate dall'uragano. «Ne abbiamo presi un paio - hanno raccontato - perché ci sembrava la cosa giusta da fare.
Volevamo dar loro sepoltura. Ma appena abbiamo raggiunto il primo posto di blocco, la polizia ci ha ordinato di abbandonarli: «Lasciateli galleggiare, ci hanno detto, non possiamo ancora occuparci dei morti».

MORTI PER PRANZO?
Le voci incontrollabili uscite da New Orleans nei giorni scorsi sembravano aver descritto il peggio del peggio. Omicidi, suicidi, stupri, bambini spariti.
Adesso Randall Robinson, un attivista nero dei diritti civili, si è spinto oltre. Su un blog, ha affermato che girano voci secondo le quali i neri abbandonati a New Orleans avrebbero cominciato a cibarsi di cadaveri per sopravvivere. Un'affermazione priva di fonti e di conferme, che ha scatenato polemiche immediate, con molti interventi sul blog che hanno definito assurdo pensare che dopo soli pochi giorni senza cibo qualcuno possa arrivare al cannibalismo.

METAIRIE, TENSIONE AL CAMPO PROFUGHI
È la periferia di New Orleans, ma assomiglia al Darfur sudanese. Circa 5.000 persone vivono da giorni in un improvvisato campo profughi a Metairie, alle porte della città, in un'area lungo l'autostrada Interstate 10. Hanno a disposizione 12 gabinetti portatili e un cassonetto della spazzatura e vivono in mezzo ai rifiuti, in un tanfo insopportabile reso peggiore dal sole a picco e dai 35 gradi di temperatura di questi giorni. Da giorni i dannati di Metairie aspettano autobus per l'evacuazione che arrivano con il contagocce. Quasi tutti neri, sono controllati a vista da poliziotti bianchi armati e hanno cominciato a denunciare di sentirsi come in un campo di concentramento. «Non ci lasciano uscire - ha raccontato Steven Mullcur, 36 anni, che si trova nel campo con la moglie - e due di loro hanno minacciato di piantarmi una pallottola in fronte se cerco di andarmene».

EROISMO NEGLI OSPEDALI
Hanno resistito per giorni, poi nella notte tra venerdì e sabato è arrivato il sospirato momento dell'evacuazione per gli ospedali nel centro di New Orleans rimasti aperti in condizioni drammatiche. I medici e gli infermieri, secondo i racconti che circolano tra i soccorritori, sono stati protagonisti di gesti di eroismo. Al Charity Hospital, circondato dalle acque, alcuni membri dello staff medico non hanno mangiato e bevuto per giorni, per poter sfamare i malati. Altri si sono aiutati a vicenda facendosi flebo e iniezioni di ricostituenti. Infermieri e medici hanno portato spesso sulle spalle i pazienti per molti piani e dentro un altro edificio, per poter raggiungere un tetto dove potevano atterrare gli elicotteri. Un itinerario ripetuto su e giù decine di volte. Anche 29 neonati, alcuni senza più genitori, sono stati trasferiti dai reparti di maternità ormai devastati fino al centro medico allestito all' aeroporto di New Orleans.
Ma l'eroismo non sempre è stato sufficiente. In una casa di riposo per anziani, la St. Bernard Parish, i soccorritori si aspettavano di trovare 30 pazienti, ma hanno trovato solo 30 "body bags" allineate all'esterno: troppo tardi.

I PRIVILEGIATI DELL'EVACUAZIONE
Ha provocato una mezza rivolta al Superdome, subito sedata dalla Guardia Nazionale, l'arrivo di 700 persone che si trovavano rifugiate nel vicino Hyatt Hotel e che sono state lasciate partire scavalcando la fila delle migliaia di persone in attesa da giorni del momento dell'evacuazione. Il contrasto tra privilegiati, tra cui molti turisti, e il popolo del Superdome era evidente: puliti e ancora ben vestiti i primi, distrutti e sporchi gli altri. L'Hyatt è diventato una base per i soccorsi e per il sindaco Ray Nagin, che lo ha fatto svuotare per far posto a poliziotti e uomini della protezione civile.

L'AVVOCATO IRRIDUCIBILE
In mezzo al caos dei soccorsi, ha suscitato qualche sorriso e la sensazione di una ritorno alla "normalità". l'azione di alcuni avvocati che in questi giorni si sono aggirati, con le carte bollate, tra i dannati del Superdome: chiedevano di firmare una denuncia contro il governo, per avviare una causa collettiva e chiedere un risarcimento danni miliardario.
Marco Bardazzi

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