Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 20:04

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Regione Puglia - Presentato il programma di decentramento amministrativo a Comuni e Province

BARI - È il decentramento delle funzioni a Comuni e Province il passo successivo all'operazione di restyling organizzativa della macchina regionale pugliese avviata dall'assessore regionale alla Cittadinanza attiva, Guglielmo Minervini, per rendere più «snella ma qualificata» la Regione Puglia. Lo ha annunciato questa mattina insieme al presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola, a 24 ore dalla delibera che ha varato il nuovo modello gestionale dell'ente, a causa dell'esodo di 100 dirigenti. «Vogliamo fare del decentramento - ha detto Vendola - la bussola di tutta la nostra azione di governo. Intendiamo farlo, per esempio, trasformando la Regione dal punto di vista delle sue funzioni, della sua organizzazione interna in un luogo strutturato per programmare e non per gestire». Quindi l'annuncio che uno dei principali disegni di legge da presentare al Consiglio regionale sarà quello per l'istituzione della Conferenza delle autonomie locali. «Decentreremo - ha spiegato il presidente - nel senso che perderemo poteri e trasferiremo risorse e uomini vero le province e i Comuni. Rinunceremo a tutti i commissariamenti straordinari che attualmente impegnano il presidente della Regione e poi - ha aggiunto - spero nella prossima primavera di poter svolgere una sessione speciale del Consiglio regionale tutta dedicata al Decentramento, che è un processo complesso e stiamo cercando di metterlo al centro del nostro lavoro».
L'assessore Minervini ha spiegato, invece, nel dettaglio gli obiettivi cardine della rivoluzione amministrativa avviata: primo obiettivo raggiunto è «l'ammortamento dell'esodo» dei 100 dirigenti che da 240 passano a 140. Ma dei 140 dirigenti 97 effettivi restano in organico. «Impatto dell'esodo non ci sarà - ha detto Minervini - abbiamo bonificato la foresta regionale. L'abbiamo potata. C'è uno snellimento sensibile - ha spiegato parlando del secondo e del terzo obiettivo - e in alcuni casi anche abbastanza radicale. Nelle province non ci sono più praticamente dirigenti», per effetto della centralizzazione dell'attività dirigenziale a Bari perché «è qui che dovrà concentrarsi l'attività principale dell'amministrazione», cioè legiferare e programmare. Quarto obiettivo raggiunto dalla giunta è il riconoscimento di un soggetto importante per l'amministrazione regionale, «una sorta di mediano di spinta, i cosiddetti funzionari , molto spesso, con responsabilità superiori - ha detto l'assessore - che svolgevano attività delicate negli anni nè riconosciute nè valorizzate. Posizioni organizzative che saranno riconosciute a circa 300 funzionari anche con una gratificazione economica sostanziale». Circa 10-12mila euro in più nella busta paga. Si tratta, in sostanza, di funzionari esperti in progettualità e bandi Por e di avvocati. Una figura, quella riconosciuta dalla giunta Vendola, che colma un vuoto centrale di coordinamento.
«È un primo passo significativo verso la rivoluzione, cioè il decentramento».
Il quinto punto in elenco prevede un «sensibile e cospicuo risparmio»: dieci milioni di euro da reinvestire nel reclutamento - ha confermato Minervini - di personale giovane e qualificato, attraverso concorsi da bandire nei prossimi mesi. Solo una trentina di persone saranno collocate con contratti a termine.
All'operazione di rinnovamento amministrativo ha partecipato tutto il mondo sindacale e l'occasione è stata giusta per il presidente Vendola per dichiarare che «la questione morale è tutta dentro la grande barriera architettonica che rende invisibile, inaccessibile e oscura la regione. La possibilità di accedere alle informazioni è anche la possibilità di controllare chi decide».

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