Venerdì 14 Dicembre 2018 | 00:05

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Tre le prove schiaccianti che inchiodano il nipote

coniugi brescianiBRESCIA - Sono tre le prove determinanti a carico di Guglielmo Gatti accusato dell'omicidio degli zii Aldo e Luisa Donegani. Ha chiarito i contorni della vicenda iniziata il 30 luglio scorso, con la scomparsa dei due coniugi dalla villetta di via Ugolini, il procuratore della repubblica di Brescia Giancarlo Tarquini durante una conferenza stampa presso il comando dei carabinieri alla quale erano presenti anche il comandante del Ris di Parma, col. Luciano Garofano, il comandante della sezione operativa dei carabinieri, col. Mauro Valentini, il comandante provinciale dei carabinieri Rosario Calì, il pm Paola Reggiani e rappresentanti di Guardia di finanza e volontari del soccorso alpino. Il procuratore ha fatto il punto delle indagini spiegando che «il ritrovamento dei corpi dei due coniugi non è stato casuale ma frutto di una linea investigativa sulle tracce di Guglielmo Gatti».

Secondo elemento che ha incastrato il nipote quarantunenne dei due coniugi le cesoie trovate nei pressi del passo del Vivione. Le macchie di sangue ritrovate sui due strumenti sono risultate appartenere ad Aldo e Luisa. Con le cesoie Guglielmo Gatti ha fatto a pezzi i corpi degli zii per poi impacchettarli in una decina di sacchi dell'immondizia e buttarli nel bosco del Vivione.

Il terzo elemento di cui parla il procuratore, determinante per l'incriminazione di Guglielmo Gatti per duplice omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, il risultato dei rilievi effettuati ieri pomeriggio dagli uomini del Ris che hanno trovato tracce di sangue nel garage di Guglielmo Gatti.
«Le tracce di sangue trovate nel garage - ha detto Tarquini - certamente appartengono ai due coniugi uccisi». Non si conoscono al momento con certezza altri dettagli perchè l'attività investigativa è ancora in corso e gli inquirenti non si sbottonano su come e su quando Guglielmo Gatti ha ucciso gli zii. Di sicuro, secondo quanto riferito dal procuratore, «la mattanza è avvenuta nel garage».
Oltre questi elementi ad incastrare Gatti anche il pernottamento in un albergo di Breno nella notte tra il 30 e il 31 luglio scorso. «Accanto alla soddisfazione per il risultato - commenta il procuratore - c'è grande tristezza per il disprezzo della vita che ha dimostrato Guglielmo Gatti, che uccide i propri zii, li seziona, li impacchetta e li porta dove mai più sarebbero stati trovati. Speravamo in una fuga dei Donegani, in un irrazionale allontanamento ma la realtà è stata diversa».

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