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La «pagella d'oro» del presunto killer, così bravo che saliva in cattedra a spiegare

Guglielmo Gatti, presunto killer degli ziiBRESCIA - Una «pagella d'oro», il migliore della sua classe, uno talmente bravo, specialmente in matematica, che, su richiesta dei professori, saliva persino in cattedra a spiegare ai compagni. Così viene descritto lo studente di liceo Guglielmo Gatti, oggi 41enne, il nipote dei coniugi Donegani fermato per l'omicidio della coppia.
L'uomo, una maturità conseguita nel 1982 nella classe quinta B dello scientifico Luzzago di Brescia, si era diplomato con una votazione di 58 sessantesimi, migliore di una classe di 25 studenti.

«Era sicuramente il più bravo di tutti - ricorda Franco Gussalli Berretta, compagno di liceo di Gatti e amministratore delegato della holding del gruppo armiero Beretta -. Era una persona assolutamente normale, ma aveva delle grandi doti di studio. Specialmente in matematica ci batteva tutti, anche i più bravi tra noi».
Beretta aggiunge che si trattava di «un ragazzo molto tranquillo, senza nessun tipo di aggressività». Lo descrive come «il tipico primo della classe, sempre in orario, in prima fila, adorato dai professori, talmente preparato che talvolta lo chiamavano persino in cattedra a spiegare». Ma, per i suoi modi, «non risultava antipatico agli altri compagni».

Dopo il liceo, ricorda ancora Beretta, «avevamo iniziato ingegneria insieme a Brescia. Anche lì era molto più bravo di me. Alla prima sessione di giugno-luglio, ricordo che aveva dato tutti e cinque gli esami raccogliendo tutti 30 e 30 e lode. Dopo ho cambiato università e di lui non ho più saputo niente».

Positivo anche il ricordo di un'altra sua compagna di liceo che chiede di non essere citata: «Era un bravo studente, una persona molto tranquilla e riservata ma tutto fuorchè cattiva. Spero ancora tanto - aggiunge - che non sia stato lui». Nonostante il carattere un po' introverso, continua, Gatti non evitava gli altri compagni. «Ha sempre partecipato alle cene e alle gite di classe. Semplicemente amava studiare, era la sua passione, forse anche un segno di maturità. Comunque - conclude - non ha mai dato l'idea della persona complessata».

Che Gatti fosse una persona molto dotata, l'aveva ricordato nei giorni scorsi anche Domenica Tassi, insegnante in pensione nella stessa scuola elementare frequentata da Gatti e vicina di casa dell'uomo. «Era un bambino molto intelligente, era il migliore», aveva detto.

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