Domenica 16 Dicembre 2018 | 12:15

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Sassi cavalcavia - La testimonianza dell'autista della Clio, stava andando da Rignano Flaminio, paesino alle porte di Roma, in vacanza a Gallipoli (Lecce)

ROMA - «Che cosa c'è in mezzo alla strada? Forse è un pastore maremmano». Non hanno fatto in tempo a capire quale era l'oggetto, piazzato nella corsia centrale dell'A1, che la loro Clio aveva già urtato il masso e l'auto è impazzita. «Ora ci sentiamo vivi per miracolo», racconta Giuseppe Martone, di 22 anni, che insieme all'amico Rodiano stava andando da Rignano Flaminio, paesino alle porte di Roma, in vacanza a Gallipoli.
Mancavano 10 minuti alle 2, l'aria era fresca e Giuseppe e Rodiano stavano chiacchierando mentre l'auto filava a 90 km all'ora. «Parlavamo per non farci prendere dal sonno - racconta il giovane - quando all'improvviso abbiamo visto un oggetto in mezzo alla corsia centrale, sulla quale viaggiavamo. Non abbiamo fatto in tempo a capire che cos'era che già l'avevamo preso in pieno». A questo punto la Clio ha cominciato a sbandare e a fare testa coda, spingendo nella prima corsia il masso mentre il motore è schizzato in avanti. «Per fortuna - continua Giuseppe - non ci siamo capovolti ma la Clio ha urtato contro il muretto della massicciata e si è fermata».
Sotto choc i due ragazzi escono dall'auto e assistono sgomenti all'impatto della Golf sul blocco motore. «Eravamo appena usciti dall'auto - spiega Giuseppe - quando abbiamo visto la Golf colpire il nostro motore e volare via».
Era notte fonda ma l'autostrada era percorsa da molte auto, soprattutto vacanzieri, come i due giovani o la famiglia di Gioffrè, che preferiscono la notte per raggiungere la meta delle vacanze evitando cose e caldo. «Non finiremo mai di ringraziare - dice Giuseppe - i molti automobilisti che si sono fermati per soccorrere noi e i passeggeri della Golf. Hanno bloccato il traffico, hanno chiamato i soccorsi, ci sono stati vicini perchè noi non riuscivamo a capacitarci di che cosa era successo».
Ora i due giovani sono tornati a casa e ancora si interrogano su quel masso, sulle sue dimensioni, sul perchè non l'hanno visto. «E' successo tutto così all'improvviso - ripete Giuseppe - e chissà perchè noi avevamo pensato che era un cane, un pastore maremmano sdraiato. Era più logico...». Ma, se le indagini confermeranno che il masso è stato buttato dal cavalcavia, non è stata certo la logica a guidare la mano di chi l'ha lanciato.

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