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Dalla Cavallosa a Frosinone, tutti i precedenti

E' costellata di precedenti anche luttuosi la triste 'modà di lanciare sassi dai cavalcavia di strade e autostrade: un gesto che per emulazione si è ripetuto più volte, a cadenze più o meno ravvicinate, con fatti di cronaca che hanno investito a macchia di leopardo tutta la Penisola.

Il primo, tragico caso fu registrato il 27 dicembre 1996 in Piemonte, nei pressi di Tortona in provincia di Alessandria, sul cavalcavia della Cavallosa che oltrepassa l'autostrada. Un gruppo di ragazzi lancia alcuni sassi sulle auto che scorrono veloci sotto il ponte: uno di questi colpisce in pieno Maria Letizia Berdini, 31 anni, che viaggia accanto al marito alla guida dell'auto. La donna muore sul colpo.
Il processo di secondo grado, chiuso il 19 luglio 2000, vede le condanne a 18 anni a 4 mesi dei fratelli Franco, Paolo e Alessandro Furlan e del loro amico Paolo Bertocco, mentre Gabriele Furlan viene assolto.

L'episodio, purtroppo, non rimane isolato ma, al contrario, viene subito seguito da altri sconsiderati gesti emulativi: un caso si registra il 31 dicembre 1996 ad appena quattro giorni di distanza dalla notizia; e poi altri nove casi nei quattro giorni successivi, per fortuna senza conseguenze fatali.

Il 22 luglio 1998, in Lombardia nei pressi di Orzinuovi tra Mantova e Brescia lunmgo la statale 668 i sassi lanciati da alcune persone dal cavalcavia colpiscono una decina di auto in corsa e un automobilista rimane ferito.

Il 24 febbraio 2000 sull'autostrada A10 in Liguria, tra Voltri e Pegli, un sasso centra un tir, mandando in frantumi lo sportello della cabina di guida: il camionista se la cava con tagli leggeri.

Il 17 agosto 2000, ancora in Lombardia, sulla strada statale 510 all'altezza di Rodengo Saiano, in provincia di Brescia, un sasso rompe il parabrezza di una Opel Kadett e ferisce due sorelle.

Il 27 maggio 2001, in Valtellina sulla statale 38 nei pressi di Castione Andevenno in provincia di Sondrio sono dieci le auto colpite. Ad avere la peggio è un giovane di 22 anni, Andrea Bassi che perde un occhio. Il giorno dopo, la polizia ferma due persone, pregiudicati per droga e altri reati.

Pochi giorni dopo, il 30 maggio 2001, questa volta in Sardegna sulla strada statale Arzachena-Olbia, un pesante masso sfonda il parabrezza dell'auto e colpisce in pieno volto il giovane autista, che sbanda finendo fuori strada: ferito gravemente, viene operato d'urgenza all'ospedale civile di Sassari. La prognosi è riservatissima ma non morirà.

Il 13 giugno 2001, ancora nell'isola, una pietra killer viene lanciata dal cavalcavia alle porte del paese di Fonni, in provincia di Nuoro, contro un automezzo della polizia, blindato, in servizio di perlustrazione: illesi gli agenti.

L'anno seguente, il 15 ottobre 2002, la paura si trasferisce in Veneto, con episodi segnalati a san Donà di Piave e a Jesolo.

Ancora una vittima, l'1 giugno 2002 in Campania: una donna, Rosa Miscioscia di 48 anni di Afragola, muore per le gravi ferite riportate dopo essere stata colpita da un oggetto metallico «caduto» da un cavalcavia lungo l'autostrada Roma-Napoli: è rimasta l'incertezza che sia stato lanciato da qualcuno o caduto accidentalmente.

Il 17 dicembre 2003 ennesimo episodio, questa volta in Umbria sul raccordo della superstrada Orte-Terni, nelle vicinanze di Nera Montoro: a essere lanciato da sconosciuti è un masso pesante 4 chilogrammi che colpisce un furgone Mercedes: l'autista riporta ferite al torace e alle mani.

Il 14 gennaio 2004 a fare le spese della tragica «moda» è addirittura il responsabile della Sicurezza stradale dell'Assindustria di Palermo, Giovanni Teresi a bordo di un'Alfa 166 mentre su una Fiat Brava viaggia un suo dipendente: le due auto sono colpite in Lombardia, sull'autostrada Milano-Brescia. Per fortuna, tutto si risolve solo con una grande paura.

Il 1° marzo 2004 i teppisti cambiano bersaglio: in Campania, i sassi lanciati dal cavalcavia ferroviario colpiscono un treno che transita nei pressi di Terzigno, centro dell'area vesuviana: ferito un uomo.

Ancora treni nel mirino il 21 gennaio 2005, in Puglia. Due ragazzi minorenni vengono colti in flagranza dai carabinieri mentre hanno ancora le pietre in mano sul cavalcavia di Trinitapoli, in provincia di Foggia, dove passa un treno regionale e il pendolino Bari-Foggia, entrambi costretti a fermarsi.

Quindi, il gravissimo episodio di oggi nel Lazio, nei pressi di Cassino, in provincia di Frosinone, con un masso di 40 chilogrammi lanciato dal cavalcavia sull'autostrada Roma-Napoli, che ha portato alla morte di un uomo e al ferimento di altre sei persone.

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