Trapianti, Puglia ultima in classifica nazionale Ci salvano solo le associazioni di volontariato Laccusa del prof. Schena: «Poca volontà, adesso rimettiamoci al lavoro»
di NICOLA PEPE
Siamo fanalino di coda della Penisola. Reggiamo solo grazie al volontariato mentre il sistema di comunicazione istituzionale si è ormai dimenticato e non circola nemmeno una brochure. Non un cenno (salvo casi sporadici) negli studi dei medici di base, le uniche attività sono quelle affidate a quei pochi volontari che credono in una missione andando anche nelle scuole per un’attività di sensibilizzazione. Sulla donazione degli organi, la nostra terra precipita in fondo alle classifiche nazionali.
I recenti dati diffusi dal Ministero evidenziano una realtà che potrebbe essere specchio di una scarsa fiducia nel sistema sanitario. I dati sono drammaticamente scolpiti nelle statistiche rese pubbliche qualche settimana fa che fotogravano la situazione aggiornata sulle donazioni di organi. Cominciamo col dire che mentre in Italia aumentano le dichiarazioni spontanee di volontà (per intenderci, quelle che consentono a ciascun cittadino di manifestare la sua volontà a donare gli organi in caso di morte cerebrale), da noi il trend è esattamente il contrario. Viceversa, le dichiarazioni di opposizioni alla donazione (ovvero quel «sì» chiesto ai familiari di un paziente in stato di morte neurologica e ricoverato in un centro di Rianimazione) sono in netto aumento. A chiudere questa spirale negativa ci sono i dati dei trapianti in Puglia: nei primi sei mesi di quest’anno, i numeri sono un quarto di quelli dell’anno scorso: appena 12 donatori «effettivi» rispetto ai 46 complessivi registrati nel 2011. A Bari, le dichiarazioni di volontà registrate presso la Asl sono 6.494, di cui solo 1734 nella sola vecchia « Bari 4».
Per quanto riguarda le «opposizioni» nel territorio della ex Asl del capoluogo, sono appena 8 rispetto alle 2mila e 617 di quelle di tutto il territorio provinciale. E questo dato è dovuto probabilmente grazie ad attività di comunicazione e sensibilizzazione: poca cosa rispetto alle oltre 13mila dichiarazioni raccolte da tutte le Asl pugliesi.
Tornando alle dichiarazioni di consenso (quelle che alimentano il serbatoio delle donazioni e, quindi, dei trapianti) va detto che gli unici dati positivi sono quelli delle associazioni di volontariato. Grazie alle loro campagne di adesione, hanno consentito alla Puglia di raggiungere la cifra di circa 60mila dichiarazioni di volontà (appena il 5% quelle negative, cioè le cosiddette opposizioni).
Ma si potrebbe fare di più: basti considerare che la sola Emilia Romagna (regione paragonabile alla Puglia) registra 162mila consensi, di cui appena 5mila e 200 raccolti nel circuito delle Asl e tutto il resto dall’Aido. Una volta e mezzo quelli della nostra regione. Solo un caso? Forse le risposte andrebbero rivolte a chi amministra la sanità: l’inversione di tendenza potrebbe anche essere un termometro del malessere che vive la popolazione rispetto ai temi (ricorrenti) del sistema salute. Se curarsi rischia di diventare una lotteria, figuriamoci aspettarsi che qualcuno decida di donare gli organi.
Siamo fanalino di coda della Penisola. Reggiamo solo grazie al volontariato mentre il sistema di comunicazione istituzionale si è ormai dimenticato e non circola nemmeno una brochure. Non un cenno (salvo casi sporadici) negli studi dei medici di base, le uniche attività sono quelle affidate a quei pochi volontari che credono in una missione andando anche nelle scuole per un’attività di sensibilizzazione. Sulla donazione degli organi, la nostra terra precipita in fondo alle classifiche nazionali.
I recenti dati diffusi dal Ministero evidenziano una realtà che potrebbe essere specchio di una scarsa fiducia nel sistema sanitario. I dati sono drammaticamente scolpiti nelle statistiche rese pubbliche qualche settimana fa che fotogravano la situazione aggiornata sulle donazioni di organi. Cominciamo col dire che mentre in Italia aumentano le dichiarazioni spontanee di volontà (per intenderci, quelle che consentono a ciascun cittadino di manifestare la sua volontà a donare gli organi in caso di morte cerebrale), da noi il trend è esattamente il contrario. Viceversa, le dichiarazioni di opposizioni alla donazione (ovvero quel «sì» chiesto ai familiari di un paziente in stato di morte neurologica e ricoverato in un centro di Rianimazione) sono in netto aumento. A chiudere questa spirale negativa ci sono i dati dei trapianti in Puglia: nei primi sei mesi di quest’anno, i numeri sono un quarto di quelli dell’anno scorso: appena 12 donatori «effettivi» rispetto ai 46 complessivi registrati nel 2011. A Bari, le dichiarazioni di volontà registrate presso la Asl sono 6.494, di cui solo 1734 nella sola vecchia « Bari 4».
Per quanto riguarda le «opposizioni» nel territorio della ex Asl del capoluogo, sono appena 8 rispetto alle 2mila e 617 di quelle di tutto il territorio provinciale. E questo dato è dovuto probabilmente grazie ad attività di comunicazione e sensibilizzazione: poca cosa rispetto alle oltre 13mila dichiarazioni raccolte da tutte le Asl pugliesi.
Tornando alle dichiarazioni di consenso (quelle che alimentano il serbatoio delle donazioni e, quindi, dei trapianti) va detto che gli unici dati positivi sono quelli delle associazioni di volontariato. Grazie alle loro campagne di adesione, hanno consentito alla Puglia di raggiungere la cifra di circa 60mila dichiarazioni di volontà (appena il 5% quelle negative, cioè le cosiddette opposizioni).
Ma si potrebbe fare di più: basti considerare che la sola Emilia Romagna (regione paragonabile alla Puglia) registra 162mila consensi, di cui appena 5mila e 200 raccolti nel circuito delle Asl e tutto il resto dall’Aido. Una volta e mezzo quelli della nostra regione. Solo un caso? Forse le risposte andrebbero rivolte a chi amministra la sanità: l’inversione di tendenza potrebbe anche essere un termometro del malessere che vive la popolazione rispetto ai temi (ricorrenti) del sistema salute. Se curarsi rischia di diventare una lotteria, figuriamoci aspettarsi che qualcuno decida di donare gli organi.