Giovedì 13 Dicembre 2018 | 19:23

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Enac: la ricostruzione delle fasi cruciali dell'incidente

PALERMO - Prima di ammarare al largo di Palermo il comandante dell'Atr 72 in volo da Bari a Djerba, Chefik Garbi, ha segnalato alla torre di controllo di Punta Raisi di avere necessità di tentare un atterraggio di emergenza. La ricostruzione delle fasi cruciali dell' incidente è stata fatta, sul molo del porto dove venivano sbarcati i superstiti, dal presidente dell'Enac, Vito Riggio, che si è tenuto costantemente in contatto con la direttrice dell' aeroporto Falcone e Borsellino, Rosalba Castiglia.
Dopo la segnalazione di una grave avaria a uno dei due motori dell'aereo, con 34 passeggeri e cinque uomini di equipaggio, la direzione dell'aeroporto ha disposto la chiusura dello scalo e ha dato all'Atr l'autorizzazione all'atterraggio in una pista subito sgomberata. Anche i mezzi di soccorso sono stati immediatamente mobilitati. Ma pochi attimi dopo il pilota ha fatto sapere che non era in grado neppure di tentare l' atterraggio perchè l'unico motore rimasto in funzione non riusciva a mantenere una quota di sicurezza.
Secondo la ricostruzione di Riggio, il pilota avrebbe a questo punto comunicato che l'ammaraggio restava l'unica disperata manovra da tentare. «E così ha fatto», ha detto Riggio. Ancora non è chiara la dinamica di questa fase culminante dell'incidente, ma è probabile che l'aereo non fosse più controllabile e quindi l'impatto con l'acqua sarebbe stato violento e scomposto. Sono facilmente immaginabili le scene di terrore che si sono vissute a bordo tra i passeggeri.
Proprio in quel momento l'aereo è scomparso dagli schermi radar della torre di controllo e anche le comunicazioni radio si sono interrotte. Dalla capitaneria di porto sono state inviate nell'area dell'ammaraggio motovedette e mezzi di soccorso. Non è stato possibile individuare subito il punto dell'impatto. Un contributo decisivo è stato dato da un aereo di linea di Air One al quale la direzione dell'aeroporto ha subito dato l' autorizzazione al decollo.
L'aereo ha volato a bassa quota e ha così localizzato il punto esatto dell'incidente, a 12 miglia Nord Est di Capo Gallo, e ha comunicato le coordinate al centro operativo. «Solo questa segnalazione - ha spiegato Riggio - ha consentito ai soccorritori di giungere sul posto in tempo utile per salvare una ventina di superstiti. Nell'impatto con l'acqua l'aereo si era spezzato in tre tronconi. Alcuni passeggeri erano finiti in acqua, altri erano riusciti ad aggrapparsi alle ali. Ma in uno dei tre tronconi sono rimasti intrappolati alcuni passeggeri: e proprio in questa parte dell'aereo è concentrato il maggior numero delle vittime.

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