Venerdì 14 Dicembre 2018 | 01:14

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La famiglia italiana data per dispersa era in Tunisia

ROMA - «Non c'è più motivo di preoccupazione» per la famiglia italiana che si temeva potesse essere stata coinvolta nella tragedia di Sharm. E' stato lo steso ministro degli Esteri Gianfranco Fini a confermarlo, pochi minuti dopo che il «caso» era stato risolto dagli esperti dell'unità di crisi.
Non erano nella località balneare egiziana dove i funzionari della Farnesina li cercavano affannosamente, ma in Tunisia. I tre italiani, un sessantenne veronese assieme alla moglie e alla figlia tredicenne, all'ultimo momento avevano cambiato idea. E la loro scelta era caduta sulla Tunisia. Hanno risparmiato a loro stessi l'incubo di una vacanza funestata da una pesante strage, ma non hanno risparmiato l'angoscia alla sorella di lui, che del cambiamento di rotta nulla sapeva. Senza poi considerare l'affannosa ricerca che negli ultimi giorni ha tenuto con il fiato sospeso i funzionari del Ministero degli esteri e l' opinione pubblica italiana.
La verità è venuta fuori questa sera, al termine di una serie di controlli incrociati che la Farnesina ha fatto, dopo avere accertato che del passaggio di questa famiglia italiana a Sharm non c' era traccia.
I tre sono ancora in Tunisia e, come ha detto il ministro degli Esteri Gianfranco Fini- l' unico problema è ora quello di capire dove esattamente si trovino». E' stato finora possibile accertare, evidentemente, quale è stata la meta del loro volo, ma non la località o l' itinerario prescelti per le vacanze.
A suonare il campanello d' allarme era stata una sorella dell'uomo. Sapeva che i parenti avevano programmato una vacanza a Sharm e qualche giorno dopo l'attentato, non ricevendo notizie, ha informato la Farnesina. Accompagnando la segnalazione con la richiesta che sulla identità del nucleo familiare fosse mantenuta la massima riservatezza. Per evitare traumi alla anziana madre, che peraltro ha anche problemi di salute.
A complicare le cose c'era stata un'analoga segnalazione che riguardava un' altra famiglia veneta. Padre madre e ragazza tredicenne. Rintracciata anch'essa, tranquillamente in vacanza, in tutt'altra località.
Ma i funzionari della Farnesina, e lo stesso ministro degli Esteri Gianfranco Fini, tenendo ben presente l'esperienza dello Tsunami, dove la lista dei tantissimi dispersi che si temevano in un primo tempo si è poi di molto ridimensionata, avevano sempre trattato la vicenda con la massima cautela, pur non lasciando nulla di intentato.
Un compito, il loro reso più arduo dalla totale mancanza di indicazioni precise. Già questa mattina però, nella consueta riunione settimanale con la stampa il portavoce della Farnesina era apparso più ottimista: un ottimismo fondato sul fatto che le possibilità di trovare traccia del passaggio della famiglia a Sharm erano sempre minori e che quindi stava prendendo corpo l'ipotesi, poi confermata che fossero, semplicemente, altrove.

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