Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 23:09

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Sharm, un villaggio di pescatori diventato resort internazionale. Il 7 ottobre l'attentato a Taba

Sharm El SheikhROMA - Fino agli anni '90 piccolo villaggio di pescatori, Sharm El Sheikh ha conosciuto da allora in poi un boom edilizio ed è divenuto progressivamente noto negli ambienti del turismo internazionale, anche per l'iniziativa di alcuni imprenditori italiani che hanno cominciato fin da allora a realizzarvi lussuosi villaggi vacanze. Con il passar del tempo Sharm ha assunto sempre maggior notorietà tra gli operatori turistici di molti paesi, soprattutto europei, quando sono arrivati i grandi operatori: in particolare le catene alberghiere Hilton, Sheraton e Moevenpick ed altre. Si è sviluppato sempre più l'interesse per le acque cristalline delle coste del Sinai, popolatissime di pesci multicolori e per la barriera corallina, anch'essa dai colori vivissimi. Paradiso dei subacquei e degli amanti di tutti gli sport nautici, Sharm El Sheikh vanta oggi una decina di alberghi e strutture di vacanze, di vario livello e qualità: compagnie aeree e tour operators organizzano voli charter plurisettimanali dall'Europa che d estate e durante i periodi di festa vengono offerti a prezzi estremamente convenienti.

Anche molti turisti israeliani usano frequentare la località turistica, sull'estrema punta meridionale della penisola del Sinai, restituita nel 1982 all'Egitto da Israele che l'aveva occupata durante la «guerra dei sei giorni», nel giugno '67. Nella guerra del kippur, nell'ottobre 1973 l'Egitto considerò una vittoria l'attraversamento del Canale di Suez da parte delle truppe e lo sbarco sull'altra sponda del Sinai. Dal 1973, fino al 1979, quando fu firmato lo storico accordo di pace di Camp David tra Egitto (primo tra i paesi arabi a fare un passo in tale direzione) e Israele, furono necessari lunghi negoziati, conclusisi appunto nell' 82 con la restituzione della penisola al Cairo.
In base a quel trattato il Sinai è rimasto comunque un territorio sotto controllo degli Osservatori della Forza Multinazionale (Mfo), con aree di particolare attenzione, soprattutto lungo la fascia orientale. La Mfo è composta da dodici diversi paesi, tra i quali l'Italia, che ha un piccolo gruppo di tre pattugliatori costieri, basati proprio a Sharm.

Già il 7 ottobre scorso il Sinai fu oggetto di attentati, nel settore nordorientale, a Taba, al confine con Israele, dove l'esplosione di un'autobomba fece crollare un'ala dell'Hotel Hilton e provocò la morte di 34 persone, tra le quali le sorelle italiane Sabrina e Jessica Rinaudo. Altre autobomba furono fatte esplodere, con danni molto più limitati, in due campeggi sulla costa orientale del Sinai, a sud di Taba.
Per quegli attentati è in corso un'inchiesta che fino a questo momento ha portato a non più di cinque arresti, ufficialmente, mentre circa duemila persone sarebbero state fermate - secondo denunce di vari enti dei diritti umani - nella zona di El Arish, nel nord del Sinai, mentre durante una sparatoria tra agenti della sicurezza e presunti partecipanti agli attentati tra le montagne interne della penisola furono uccisi uno o due dei malfattori ed un poliziotto.

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