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Minacciata Roma: «L'Iraq sarà la tomba dei soldati italiani»

ROMA - Dopo Londra «i prossimi segni si vedranno a Roma, Amsterdam e in Danimarca»: così - con un messaggio carico di minacce dirette al nostro paese (ma anche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi) - i terroristi hanno rivendicato la seconda serie di attentati compiuti ieri nella capitale britannica. Il documento porta la firma delle Brigate Abu Hafs Al-Masri e «promette colpi duri, in luoghi dove non li aspettate» sia in Europa, che direttamente in Iraq, che - si legge nel testo - sarà «la tomba dei soldati italiani».

«Noi - si legge nel testo, diffuso nella notte su Internet e che porta la data odierna - benediciamo questi colpi e annunciamo anche che i prossimi saranno terribili per il nemico di Allah e faranno divampare una guerra sanguinosa contro chi si pone in sostegno del miscredente americano nella regione. I prossimi segni - prosegue il comunicato - si vedranno nel cuore delle capitali europee, a Roma, ad Amsterdam e in Danimarca, che hanno ancora i loro eserciti in Iraq sotto l'autorità degli americani e dei britannici».

Il presunto gruppo islamico si rivolge poi direttamente all'Italia: «Rinnoviamo il messaggio a Roma, a te Berlusconi - si legge nella seconda parte del testo - In verità, il fatto che i militari italiani restino in Iraq non è altro che la loro tomba, li tireremo fuori dalla fossa con le nostre mani: i soldati dell'Islam non rimarranno fermi, ma i prossimi giorni saranno così come li abbiamo promessi e ci saranno colpi duri, in luoghi dove non li aspettate. Fino a quando i soldati italiani resteranno in Iraq da noi non avrete che sangue».

La veridicità di questo documento è ancora tutta da varificare. Esistono infatti delle anomalie al suo interno che rendono il comunicato in parte diverso da quello diffuso nei giorni scorsi dalla stessa sigla. In particolare nella stesura della data è stato commesso un errore: i presunti militanti hanno infatti scritto «sabato 22 luglio 2005» anzichè venerdì.

Inoltre il documento non è stato inserito su un sito internet autonomo, come sono solite fare le Brigate Al-Masri, ma è stato pubblicato direttamente su un forum di libero accesso e questo lascia la porta aperta a dubbi sulla paternità del testo. Il livello linguistico del messaggio, inoltre, è leggermente più 'altò delle precedenti rivendicazioni, con una scelta di termini più forbiti, che lascia presupporre un autore diverso.

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