Sabato 15 Dicembre 2018 | 23:28

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La testimonianza: ho udito come uno sparo e poi ho visto l'attentatore steso

Londra LONDRA - Tra le tante testimonianze che Scotland Yard sta vagliando sui nuovi attentati dinamitardi falliti ieri a Londra, c'è la ricostruzione di un giovane manager originario dello Zimbabwe, che ha assistito praticamente in diretta al tentativo di uno dei presunti aspiranti kamikaze di far detonare la bomba che aveva con sè a bordo di un vagone della metropolitana. Si chiama Abisha Moyo, ha 28 anni e fa l'analista finanziario, proprio come Benedetta Ciaccia, la 31enne italiana morta nelle stragi del 7 luglio.
Moyo ha già raccontato la sua storia al quotidiano 'The Daily Mail': intorno all'ora di pranzo si trovava a bordo del treno nei pressi della stazione di Shepherd's Bush, nel settore ovest della capitale britannica, e stava parlando al cellulare allorchè all'interno della carrozza è risuonato un rumore forte, sordo, secco, quasi si trattasse di un colpo di pistola.

«Mi sono girato, e c'era un uomo che giaceva sul pavimento, con le braccia distese in una posizione come quella di Gesù Cristo: era disteso sopra uno zaino di medie dimensioni, dal colore nero e verde», ha spiegato al giornale. «Aveva gli occhi chiusi, e si vedeva una specie di sbuffo di fumo che fuoriusciva dal sacco da montagna».
A quel punto anche Moyo pensò bene di allontanarsi verso il vagone successivo, e proprio in quel momento l'altro si alzò da terra e si sedette. «Appariva intontito, confuso e parecchio scosso. Si è messo a sedere vicino al suo zaino, per cinque o sei secondi, poi si è alzato ed è venuto dove mi trovavo io, lasciandolo dietro di sè insieme al berrettino».
«Si è seduto di nuovo, questa volta nella mia carrozza», ha proseguito lo spettatore del tentativo di attacco dinamitardo, «ma molto brevemente, e poi è ritornato di nuovo da dove era venuto. Mentre camminava, sono riuscito a notare alcuni fili elettrici che pendevano da sotto la sua maglietta, sembravano un po' quelli per le cuffie, o gli auricolari, ma all'estremità riuscivo a vederne l'anima in rame, scoperta».

«Alcune ragazze hanno cominciato a urlare, qualcuno ha tirato la maniglia di emergenza, e poi tutti si sono messi a scappare lontano da quell'individuo, in direzione della parte anteriore del convoglio. Io», ha ammesso il testimone oculare, «non era certo di che cosa gli fosse successo, e ho pensato che potessero avergli sparato. Mi sono avvicnato a lui e gli ho chiesto 'Stai bene, amico?'. Quello però semplicemente mi ha ignorato, continuava a tenere gli occhi chiusi».
Lo sconosciuto, ha precisato Moyo, piteva avere 19 o 20 anni, sembrava un meticcio; era sbarbato e indossava un paio di jeans di buona fattura, una maglietta blu marino e un berretto da baseball: un aspetto normalissimo, insomma, che gli permetteva di confondersi perfettamente tra la gente, non certo i connotati del 'terroristà tipico, secondo una certa iconografia. «Il sacco», ha proseguito il manager di origini africane, «era squarciato sul fondo, si vedevano spuntarne un pezzo di una specie di tessuto in cotone, con una sostanza appiccicosa che veniva fuori. Riuscivo a scorgere qualcosa che assomigliava a una bombola pressurizzata, o forse a un tubo, e c'era un forte odore di aceto».

«E ' stato allora», ha concluso Moyo, «che mi sono reso conto e ho pensato 'Oh!, mio Dio, ma quello è un attentatore suicida!'». Nel frattempo lo sconosciuto aveva ormai abbandonato il suo sacco, ed è riuscito a sgusciare fuori dal treno, già fermo sui binari. Ha cominciato a camminare seguendo proprio le rotaie, e se n'è andato. Moyo ha precisato che per un istante ha pensato di andargli dietro, ma ha poi optato per desistere quando gli altri passeggeri lo hanno messo in guardia: quell'uomo sarebbe anche potuto essere armato.
Sono stati quattro i piccoli ordigni scoppiati ieri in diversi punti di Londra: tre quasi simultaneamente su altrettanti convogli della metropolitana, il quarto circa un'ora dopo a bordo di un autobus. Una sequenza che ricorda in tutto e per tutto gli attentati del 7 luglio, non fosse che per un particolare decisivo: a esplodere sono state cariche dal potenziale relativamente limitato, secondo gli inquirenti probabilmente soltanto quelle di innesco, non le bombe vere e proprie. Se due settimane fa ci furono almeno 56 morti e centinaia di feriti, questa volta non risultano vittime, a parte forse una persona con lesioni minori, peraltro non confermate. In serata erano stati fermati dalla polizia inglese due sospetti, ma soltanto uno è stato in seguito tratto in arresto; l'altro è stato rilasciato in breve tempo.

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