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Due settimane fa gli attentati nella capitale inglese

autobus devastato a Londra Le esplosioni di oggi nella metropolitana di Londra e su un autobus avvengono a distanza di due settimane dagli attentati compiuti da quattro kamikaze nella capitale britannica che hanno causato 56 morti e circa 700 feriti.

7 LUGLIO - QUATTRO ESPLOSIONI NELLA METROPOLITANA E AUTOBUS. Quattro attentati compiuti in poco meno di un'ora colpiscono tre convogli di altrettante reti della metropolitana e un autobus. La prima esplosione avviene alle 08:50 circa (le 09:50 in Italia) in una carrozza della metropolitana della Circle Line che collega le stazioni di Aldgate East, Moorgate e Liverpool Street, i morti sono otto. Poco dopo la seconda esplosione su un treno della Piccadilly Line tra le stazioni di King's Cross e Russell Square causa 27 morti. La terza detonazione avviene a distanza di 50 secondi dalla prima all'interno della stazione di Edgware Road, di nuovo lungo la Circle Line, i morti sono sette. Alle 09:47 l'ultimo ordigno esplode sull'autobus numero 30 a Tavistock Place, nei pressi di Russel Square. L'esplosione, che fa saltare in aria il tetto dell'autobus, causa 14 vittime. Scatta il piano di emergenza, viene chiusa la rete della metropolitana e l'accesso al centro di Londra di tutti gli autobus. Cartelli stradali piazzati nelle maggiori strade della città riportano la scritta «Evitate Londra. Aree chiuse. Accendete la radio».
Alle 12:00 da Gleneagles, in Scozia, dove sono in corso i lavori del Vertice del G8, il premier britannico Tony Blair appare sugli schermi della televisione per un messaggio al paese. Blair afferma, tra l'altro, che gli attentati di Londra non fermano il vertice del G8 e la decisione dei paesi democratici di difendere la libertà è più forte della determinazione dei terroristi a imporre l'estremismo. Il premier britannico lascia inoltre per qualche ora il Vertice per recarsi a Londra.
Su un sito internet il Gruppo della Organizzazione segreta Tanzim Qaidat el Jihad fi Europa (Organizzazione al Qaida per la Jihad in Europa) rivendica a nome di al Qaida gli attentati. «Ingiungiamo - è scritto inoltre nel messaggio - al governo italiano e a quello danese, e agli altri governi dei crociati, di ritirare le truppe dall'Iraq e dall'Afghanistan se non vogliono avere la stessa punizione». La rivendicazione è accolta con cautela dagli inquirenti.

8 LUGLIO - REGINA ELISABETTA, «NON CAMBIEREMO STILE VITA». La regina Elisabetta, in visita in un ospedale della capitale dove sono ricoverati molti feriti afferma che le bombe a Londra «non cambieranno il nostro stile di vita».
9 LUGLIO - AL QAIDA RIVENDICA ANCORA. La rete terroristica di al Qaida rivendica gli attentati con un comunicato via Internet, questa volta firmato dalle Falangi di Abu Hafs el Masri, il gruppo che già si attribuì, tra l'altro, la paternità degli attentati dell'11 marzo 2004 a Madrid (192 morti) e alla sede Onu di Baghdad il 19 agosto 2003 (20 morti).
11 LUGLIO - BLAIR, NON VINCERANNO E LI PRENDEREMO. Il premier Tony Blair, intervenendo ai Comuni, afferma: «Il nostro paese non sarà sconfitto da questo terrore, ma lo sconfiggerà ed emergerà da questo orrore con i nostri valori, il nostro modo di vivere, la nostra tolleranza, il nostro rispetto per gli altri intatti». Blair chiarisce quindi che non c'è posto per l'intolleranza e aggiunge di sentirsi «fiero» della comunità islamica della Gran Bretagna.

12 LUGLIO - QUATTRO ATTENTATORI SUICIDI; OPERAZIONE A LEEDS. Vasta operazione di polizia nell'area di Leeds, nel West Yorkshire a nord di Londra. Durante l'operazione, durante la quale la polizia ha compiuto numerose perquisizioni, a Burley, alla periferia di Leeds, in un appartamento viene ritrovato dell'esplosivo Tatp (triperossido di tracetone). Secondo Peter Clark, capo dell'antiterrorismo britannico, sono stati quattro giovani musulmani britannici gli attentatori suicidi in azione a Londra. Scotland Yard, grazie anche alle immagini delle telecamere che sorvegliano la capitale, ha individuato tre dei presunti terroristi, partiti dall'area di Leeds. Una telecamera a circuito chiuso li ha ripresi poco prima delle 08:30 tutti e quattro insieme nella stazione di King's Cross. Lì si sono divisi ed ognuno è partito per la sua missione suicida. Secondo fonti giornalistiche, il primo nome emerso tra gli attentatori è quello di Shehzad Tanweer (22 anni) di Beeston che si è fatto saltare a Aldagate. Poi c'è Hasib Mir Hussain, (19 anni) di Holbek, l'attentatore dell'autobus 30, la cui madre ne aveva denunciato la scomparsa. Il terzo sarebbe Mohammed Sadique Khan (30 anni) di Dwesbury, i suoi documenti sarebbero stati trovati sulla metro esplosa a Edgware road. Il 14 luglio, la tv Sky rende noto che il quarto kamikaze sarebbe un cittadino britannico di origine giamaicana, Lindsey Germail, abitante a Aylesbury. Sarebbe stato lui a farsi saltare in aria tra King's Cross e Russell Square.

15 LUGLIO - ARRESTATO AL CAIRO STUDENTE CHIMICA. Ricercato da Scotland Yard nell'ambito delle indagini per gli attentati di Londra, la polizia arresta alla periferia del Cairo lo studente di chimica egiziano, Magdi El Nashar (33 anni). El Nashar, che aveva frequentato per cinque anni l'Università di Leeds, aveva lasciato la Gran Bretagna due settimane prima degli attentati. Il 19 luglio il governo egiziano esclude che El Nashar fermato al Cairo sia in alcun modo coinvolto negli attentati di Londra.
18 LUGLIO - PAKISTAN, TRE ATTENTATORI FOTOGRAFATI A KARACHI. Agenti della squadra antiterrorismo britannica giunti in Pakistan scoprono che tre dei quattro kamikaze erano stati in Pakistan nel 2004. Da un sistema che fotografa tutti coloro che entrano in Pakistan, è emerso che Mohammed Sidique Khan e Shehzad Tanweer, arrivarono a novembre 2004 nel paese asiatico e ne ripartirono a febbraio. Un terzo kamikaze, il giovane Hasib Hussain, arrivò in Pakistan nel luglio 2004.

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