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Pinto assolto dalla Petruzzelli story: i commenti dei legali

Teatro Petruzzelli di Bari BARI - L'assoluzione di Ferdinando Pinto per l'incendio doloso del teatro Petruzzelli di Bari è stata commentata a caldo dal suo difensore, l'avvocato Michele Laforgia: «Sono passati dieci anni, è una vita professionale, dieci anni. Il processo -ha detto Laforgia con soddisfazione - non era un processo facile, non è mai stato un processo facile e sono convinto che tutti quelli che se ne sono occupati se ne sono occupati con impegno, poi i miei convincimenti li ho detti in aula per tanti anni». Per Pinto quindi significa una sola cosa, secondo il penalista: «Una assoluzione». E «dopo 14 anni a me pare tantissimo».

Il Petruzzelli, teatro privato costruito su suolo pubblico a fine '800, è ancora sottoposto ancora a lavori di ricostruzione, bruciò all'alba del 27 ottobre 1991 e da allora si sono susseguiti 2 gradi di giudizio un passaggio in Cassazione e la sentenza d'appello bis odierna. «Questo dispositivo - ha spiegato l'avvocato dell'ex gestore, assente alla lettura della sentenza, - dice che non ci sono gli elementi per condannare gli imputati, poi le ragioni che la Corte avrà pensato e scritto le vedremo quando scriveranno la sentenza e la potremo leggere».
Secondo Laforgia, «nel processo si è sedimentata col tempo una consapevolezza anche di che cosa è un processo penale e di che cosa non deve essere. Il processo penale non giudica la storia. Questo non è un processo penale sulla storia di Bari. E' un processo penale - ha sottolineato l'avvocato - che ha giudicato degli imputati e ha ritenuto che quegli imputati, con la sola eccezione di Mesto, in questo grado del giudizio non sono colpevoli. Nè più nè meno». «Le ragioni alla base della decisione della Corte» ha concluso Laforgia - le conosceremo quando potremo leggere la sentenza. Ora abbiamo davanti a noi questa assoluzione che arriva dopo 14 anni. E' tantissimo».

L'avvocato Mario Russo Frattasi, legale del presunto boss di Bari Vecchia Antonio Capriati e di Vito Martiradonna, presunto cassiere della malavit, puntualizza, invece, parlando delle assoluzioni per l'incendio doloso : «Assolti - a detto il difensore - sulla base di risultanze di investigazioni che già esistevano nella fase delle indagini preliminari. Abbiamo aspettato tanti anni per vedere riconosciuta l'innocenza di questi due imputati». Russo Frattasi sottolinea anche «il rammarico di accertare dopo 14 anni che questa vicenda, che è sicuramente una vicenda brutta per tutta la cittadinanza barese e non solo, - ha spiegato - per il taglio che è stato assicurato alle indagini dal primo momento, èrimasta senza responsabile».

Di diverso avviso sulla sentenza di assoluzione è Francesco Garibaldi, figlio di una delle eredi proprietarie del teatro, Vittoria Messeni Nemagna: «E' un atto di ingiustizia annunciato, avevo già dichiarato circa 2 mesi fa- ha detto - che c'era aria di assoluzione in questo processo e che era palpabile». «Si tratta di una sentenza penale che è uno schiaffo a questa città, a tutti i pubblici ministeri e alle forze dell'ordine - ha commentato - che hanno lavorato seriamente in questi 14 anni per accertare la verità ed è una verità di cui Bari ha bisogno».

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