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Londra: tre arresti e tanti dubbi

indagini a Londra, polizia al lavoro LONDRA - Tre persone sono state arrestate a Heathrow, ma il loro legame con gli attentati di giovedì scorso non sembra essere emerso, mentre la polizia continua ad esaminare centinaia di ore di filmati registrati da telecamere a circuito chiuso nella speranza di trovare indizi. E chiede alla gente: mandateci filmati e foto fatte con i cellulari.
Le indagini sugli attentati di Londra proseguono insomma a tutto campo - dallo studio degli ordigni alla ricerca di impronte sull'autobus numero 30 - nella speranza che a breve emerga una pista concreta.

I tre fermati all'aeroporto di Heathrow sono stati bloccati grazie alle leggi antiterrorismo, ma il numero tre di Scotland Yard, Brian Paddick, ha affermato che sarebbe «pura speculazione» collegare in questo momento queste tre persone all'attacco terroristico a metro e bus: «Non sono arresti fatti in seguito a informazioni sulle bombe a Londra. Si tratta di fermi di routine che vengono fatti regolarmente. Queste persone sono ancora detenute, ma non sappiamo ancora se sono legate agli attentati».

La rete europea del terrorismo islamico sembra essere in queste ore quella più studiata. Ieri era emerso il nome del marocchino Al Gerbouzi, che però ha negato in un'intervista ad Al Jazeera ogni coinvolgimento con gli attentati. Tuttavia, Gerbouzi sarebbe legato al predicatore radicale palestinese Abu Qatada, che vive a Londra ed è considerato il «capo spirituale» di Al Qaida in Europa. Il marocchino avrebbe avuto anche contatti con un altro connazionale, Jamal Zougam, ritenuto dalla polizia spagnola uno degli esecutori degli attentati di Madrid, che causarono 191 morti. A provarlo ci sarebbero diverse chiamate fatte da Zougam ai telefoni, sia quello fisso che il cellulare di Al Gerbouzi.

Oggi è invece emerso che quattro mesi fa, la polizia britannica ha ricevuto informazioni di intelligence secondo cui Londra avrebbe potuto essere obiettivo di un attentato organizzato dal siriano Mustafa Setmariam Nasar, considerato uno degli strateghi delle stragi di Madrid. Nasar, che si ritiene si trovi oggi in Iraq, dove sarebbe in contatto con Abu Musab al Zarqawi, leader di Al Qaida nel Paese, avrebbe creato una cellula 'dormientè a Londra, una circostanza che i servizi spagnoli avrebbero fatto sapere ai colleghi britannici, con l'allerta per un possibile attentato.
Nasar, 47 anni, ha vissuto in Gran Bretagna, e secondo alcune fonti dice di essere cittadino del Regno Unito. Molte delle persone coinvolte negli attentati di Madrid avevano collegamenti con la Gran Bretagna. Istruzioni in codice che si ritiene fossero state scritte da lui e che parlavano di un possibile attacco a Londra (oltre che in altri paesi europei) furono rinvenute in un appartamento usato dai terroristi che colpirono la capitale spagnola.
Nasar, nato ad Aleppo, ha una taglia di 5 milioni di dollari messa sulla sua testa dagli americani. I suoi legami con la Gran Bretagna risalgono a 10 anni fa, e in questo paese sarebbe stato arrestato in collegamento con gli attentati alla metropolitana di Parigi, ma poi fu rilasciato. Nel 1995 fu fotografato insieme ad Abu Dahdah, un siriano poi arrestato in Spagna e ora sotto processo per aver reclutato kamikaze e per aver fornito appoggio logistico ai terroristi dell'11 settembre.

Per l'ex capo di Scotland Yard, però, non si deve cercare all'estero: «Quasi certamente i terroristi che hanno compiuto gli attentati di Londra sono nati in Gran Bretagna, pensare che siano stranieri è solo un pio desiderio», ha dichiarato Lord Stevens, in un'intervista stamane alla Bbc. Secondo Lord Stevens, «ci sarebbero circa 3.000 britannici, o persone che comunque risiedono nel Paese, addestrati da al Qaida o con legami con quella rete terroristica». La polizia si è limitata a dire che questa è una possiblità, e che ancora tutte le piste sono aperte.

Prosegue intanto sul terreno e attraverso i filmati la raccolta di prove. Scotland Yard ha smentito («complete speculazioni», ha detto Paddick) che uno degli attentatori sarebbe tra i feriti ricoverati. Nei tunnel della metropolitana e sull'autobus colpito si cercano impronte digitali: il tetto del numero 30 è stato portato via per essere esaminato centimetro per centimetro.
Dalle telecamere di metropolitana, autobus, banche, negozi, autovelox e edifici la polizia spera di vedere qualcosa, nei giorni, ore e minuti prima delle esplosioni che porti a identificare gli attentatori. E Scotland Yard lancia un appello: mandateci le vostre foto, i vostri filmati, se pensate che si veda qualcosa di sospetto.

Patrizio Nissirio

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