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50 miliardi per l'Africa, ma le Ong ribattono: è solo finanza creativa

bimbo africano che piange GLENEAGLES (SCOZIA) - Il Vertice del G8 ha approvato un piano d'azione e di partnership sull'Africa, mostrando la propria «solidarietà» e indicando «progressi reali e realizzabili».
Lo ha annunciato il premier britannico Tony Blair, presidente del Vertice. Il piano d'azione comprende aiuti complessivi per 50 miliardi di dollari, la riduzione del debito (e l'azzeramento di quello di 14 fra i Paesi africani più poveri), la lotta contro l'Aids e le epidemie, la creazione di una nuova forza di peacekeeping.
Dal canto loro, i leader africani - otto erano presenti al consulto odierno - si sono impegnati a promuovere la democrazia e il buon governo e a combattere la corruzione.
Blair ha sottolineato l'importanza del dialogo che si è tenuto a Gleneagles, affermando che «è l'inizio non la fine» e che la povertà «non finirà domani e questo non cambierà il mondo. Ma è il segnale del nostro impegno a combattere contro fame, guerre e malattie».
I grandi, ha aggiunto, si impegnano a favorire l'accesso universale alle cure sanitarie e a nuovi rapporti commerciali. «In cambio, i paesi africani, si impegnano a far avanzare la democrazia, il buon governo e il rispetto della legge», ha detto il premier.

ONG BOCCIANO ACCORDO: FINANZA CREATIVA NON SALVERA' AFRICA
«Un accordo troppo parziale, non ancora definitivo sul debito, solo apparentemente innovativo sugli aiuti all'Africa»: in sostanza un esito deludente basato su «finanza creativa» che non salverà i poveri del mondo. E' il giudizio delle principali organizzazioni non governative che hanno accolto con delusione gli accordi usciti dal G8 sugli aiuti ai Paesi in via di sviluppo e sul cambiamento climatico.
Una presa di posizione firmata da Mani Tese e da Crbm, cui si aggiunge un comunicato piuttosto eloquente di altre 120 ong di tutto il mondo e in cui si sollecita il G8 «a non ignorare le preoccupazioni sulle cause del cambiamento climatico e del debito».
«Il G8 ha firmato un testo che non farà altro che esacerbare i problemi del riscaldamento climatico e del debito e che darà aiuti solamente a più progetti sui carboni fossili», si legge in una nota. Mani Tese e Crbm mano accusano leader del G8 di avere «voltato le spalle ai poveri, condannandoli a non raggiungere gli obiettivi del Millennio entro il 2015». I leader del G8 «concedono un'eventuale congelamento del debito e riciclano vecchi impegni già presi e mai rispettati chiedendo in cambio più libertà del commercio a vantaggio dei Paesi ricchi e non dicendo chiaramente quando finiranno i loro odiosi sussidi all'export agricolo. Così non si metterà al bando la povertà dalla storia».

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