Giovedì 24 Gennaio 2019 | 11:16

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Tra gol e rimpianti 6 anni in neroazzurro, ma i tifosi sono freddi nell'ora dell'addio

MILANO - Tanti gol, qualche polemica, pochissime vittorie: è il bilancio dei sei anni trascorsi da Christian Vieri con la maglia dell'Inter. Un bilancio deludente sia per il giocatore che per la società, che oggi «di comune accordo» hanno rescisso un contratto che scadeva nel 2006.
Dopo aver cambiato nove squadre in sette anni, sembrava aver trovato all'Inter il posto giusto dove concludere la carriera. Invece Vieri se ne andrà anche da Milano, senza lasciare troppi rimpianti, senza essere mai riuscito a diventare una bandiera nerazzurra così come sperava Massimo Moratti. Che lo ha difeso sempre e comunque, che gli ha perdonato bizze e litigi con gli allenatori ma che, alla fine, si è rassegnato a cambiare strada e strategia, lasciando partire a costo zero un giocatore pagato 90 miliardi di lire nel 1999.
I risultati, però, ora contano più di tutto il resto e anche Moratti ha capito che avere Vieri per un altro anno a metà strada tra campo e panchina avrebbe dato vita a un'altra stagione di incomprensioni e diverbi. Non a caso, Mancini aveva deciso di parlare subito con Vieri dopo esser diventato l' allenatore dell'Inter. Da un buon rapporto con il n.32 dovevano dipendere vittorie e soddisfazioni, ma è servito a poco e proprio Mancini ha avallato la decisione di lasciarlo partire per sfoltire una rosa con troppe punte.
Senza troppi dubbi, senza troppi ripensamenti, in modo amichevole e poco traumatico. E' bastato un incontro avvenuto all'inizio di questa settimana tra Moratti e Vieri per mettere la parola fine a sei anni in nerazzurro. E questa mattina il divorzio è stato celebrato con tutti i protagonisti principali lontani da Milano.
Massimo Moratti lo aveva fortemente voluto, ma ne ha probabilmente viste troppe: dalla fuga dalla Pinetina l'11 gennaio del 2003 quando, prima di Inter-Modena, se ne andò dal ritiro per la temperatura troppo alta nelle stanze, fino alla plateale rottura con Zaccheroni il 18 aprile dell'anno scorso con il rifiuto di andare in panchina contro il Bologna.
L'inizio della stagione 2003/04 ha segnato invece la fine dell'idillio con i tifosi che lo hanno più volte contestato. E qualche pazzo ha addirittura tirato delle bottiglie contro il suo ristorante. Quest'anno, a dire il vero, le cose erano migliorate, ma i tifosi nerazzurri oggi non hanno riempito i loro siti di lacrime per la sua partenza.
Esemplare quanto scrive Alesad su Interisti.org: «Bue 32 può andarsene tranquillamente e senza rimpianti. Ha dato tanto (ma non ha preso proprio poco), ora il nostro leader è Adriano!». Un freddo saluto senza rimpianti, quindi, anche se quasi tutti si augurano che non vada al Milan o alla Juventus perchè troppe volte ex nerazzurri hanno vinto e fatto gran stagioni dopo aver lasciato l'Inter.
I gol di Adriano appena segnati nella Confederations Cup hanno convinto ancor di più società e tifosi che si può fare a meno di Christian Vieri. Che, dopo sei anni a Milano, è di nuovo pronto a fare le valigie.

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