Giovedì 13 Dicembre 2018 | 01:13

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I rilievi di Ciampi al progetto di legge

ROMA - Il Senato ha rivisto il testo della riforma dell' ordinamento giudiziario che il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi aveva rinviato alle Camere il 16 dicembre 2004 perchè ritenuto in contrasto con gli articoli della Costituzione sull'autonomia della magistratura.

Ecco come il Senato è intervenuto sui quattro punti segnalati da Ciampi.
- RELAZIONE DEL MINISTRO SULL'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - Il testo precedente prevedeva una comunicazione annuale del Guardasigilli alle Camere sulle linee di politica giudiziaria del governo: una sorta di potere di «indirizzo» della magistratura che Ciampi ha giudicato non in linea con la Costituzione. Con le modifiche del Senato, ora il ministro presenta una relazione sui programmi legislativi del governo in materia di giustizia: nessun indirizzo, ma solo un'anticipazione delle leggi e delle riforme che il governo intende proporre al Parlamento.
- UFFICIO DI MONITORAGGIO - Al Quirinale non era piaciuto il nuovo ufficio incaricato di tenere sott'occhio le requisitorie dei Pm per verificare i casi di accertata infondatezza delle richieste punitive. Il Senato ha accolto pienamente l'indicazione e ha cancellato l'istituzione di questa nuova struttura.
- CONCORSI - Tra i rilievi di Ciampi, alcuni erano relativi alla diminuzione dei poteri del Csm riguardo ai concorsi. Il nuovo testo chiarisce che le assunzioni e le promozioni dei magistrati continueranno a passare per il Csm: i corsi e gli esami della nuova Scuola superiore della magistratura serviranno solo a concedere una idoneità, ma l'ultima parola sarà sempre del Consiglio superiore della magistratura.
- RAPPORTO MINISTRO-CSM - L'altro importante rilievo di Ciampi riguardava la facoltà del ministro di impugnare davanti al Tar le delibere del Csm riguardanti il conferimento o la proroga degli incarichi direttivi dei magistrati. Il nuovo testo sancisce che i casi di divergenza tra Csm e ministro dovranno essere risolti dalla Corte Costituzionale che dovrà decidere sul conflitto di attribuzione. Il ministro avrà il potere di rivolgersi direttamente alla giustizia amministrativa solo nel caso in cui i conferimenti degli incarichi da parte del Csm presentino vizi di legittimità.

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