Venerdì 14 Dicembre 2018 | 20:12

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Il segretario Fnsi Paolo Serventi Longhi: «Il giornalismo italiano si trova in uno dei momenti più difficili della sua storia recente, ma trova nelle parole del Presidente Ciampi motivi per continuare con determinazione nella sua battaglia per la libertà dell informazione»

ROMA - «Il giornalismo italiano si trova in uno dei momenti più difficili della sua storia recente, ma trova nelle parole del Presidente Ciampi motivi per continuare con determinazione nella sua battaglia per la libertà dell informazione». Lo sottolinea il segretario Fnsi Paolo Serventi Longhi.
«Ancora una volta il Capo dello Stato - continua Serventi - ha fatto riferimento all unico messaggio alle Camere, quello del luglio 2002, nel quale ha affermato solennemente i principi del pluralismo dell informazione, del ruolo del servizio pubblico ed in generale della comunicazione scritta e teleradiotrasmessa. L unico vero messaggio del settennato di Ciampi. Un messaggio i cui contenuti restano validissimi e che sono stati al centro della posizione assunta dal Capo dello Stato nei confronti della legge di riforma della comunicazione, la legge Gasparri, un provvedimento sbagliato che sta esercitando i suoi effetti dannosi sul pluralismo e sugli squilibri del sistema».
Per Serventi, «i giornalisti, certamente gran parte di essi, mantengono la schiena dritta e respingono i numerosi tentativi di condizionamento politico, economico, aziendale. Una lotta non facile, che non sempre ci vede vincitori, ma che vale la pena di continuare a condurre. Al sindacato dei Giornalisti non piace lo scontro con i nostri editori, uno scontro contrattuale nel quale sosteniamo proprio il diritto delle nuove generazioni di rivendicare dignità di trattamento e rispetto professionale. Far mancare l informazione con gli scioperi non è una scelta facile, anzi. Ma vi siamo costretti per l impossibilità, in questo momento, di un dialogo serio e costruttivo con il sistema delle imprese, nel momento in cui la logica degli interessi commerciali prevale sugli investimenti relativi alla qualità del prodotto e del lavoro giornalistico».
«Mi auguro - conclude il segretario Fnsi - che il Governo e il Parlamento, dopo gli insuccessi nell attuazione delle riforme, modifichino radicalmente le leggi sulla comunicazione, sostengano il pluralismo ed il ruolo del servizio pubblico, messo ogni giorno in discussione, rivedano la legislazione sul lavoro e diano fiducia a chi opera sul mercato privilegiando il prodotto, soprattutto quello informativo. Mi auguro che le imprese dell editoria, dell emittenza radiotelevisiva nazionale e locale, la pubblica amministrazione si decidano a confrontarsi serenamente con la Federazione della Stampa per costruire soluzioni contrattuali condivise per gestire insieme l attuale difficile fase».

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