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Basilicata - Sulle notizie dei traffici di rifiuti nucleari, l'allarme degli esponenti politici

POTENZA - L'allarme lanciato da Legambiente ha ridestato in Basilicata il fronte anti-nucleare che ha visto negli ultimi venti anni numerose iniziative ed anche inchieste della magistratura. I partiti chiedono ora di riaprire le indagini e di allargarle. Il partito dei Comunisti italiani si associa all'allarme di Legambiente.
«Le allarmanti notizie, frutto di rivelazioni di un pentito della 'ndrangheta, non completamente nuove in quanto in gran parte contenute in inchieste giudiziarie condotte da anni in particolare dal magistrato Pace nell'indagine sull'affondamento nello Jonio delle cosiddette "carrette del mare", riaprono la ferita, in verità mai rimarginata, della presenza delle scorie radioattive sul territorio del Materano che richiede un rinnovato impegno di vigilanza e mobilitazione», sostengono i segretari del Pdci regionale della Basilicata, Giovanni Soave, provinciale di Matera, Giuseppe Barberino, il capogruppo alla Regione Giacomo Nardiello e l'assessore provinciale di Potenza, Gennaro Giansanti.
Secondo il collaboratore di giustizia furono sotterrati 100 bidoni di rifiuti radioattivi in località Coste della Cretagna lungo il torrente Vella, in Valbasento, nel 1987 e alcuni anni dopo una nave di veleni fu affondata al largo di Maratea. Il Pdci chiede quindi alla Commissione speciale d'indagine sull'ecomafia e sul traffico dei rifiuti «di svolgere una missione in Basilicata, tenuto conto che la stessa Commissione dal 2002 ad oggi è stata persino all'estero, oltre che in Campania e Calabria, ma mai nella nostra regione».
Inoltre secondo il Pdci «è necessario che anche la Regione riprenda la sua attività di vigilanza e controllo, riconvocando al più presto il Tavolo della trasparenza e che il nuovo Consiglio Regionale valuti la proposta presentata in queste ore dell'istituzione di una Commissione di indagine».
Inoltre, secondo il responsabile del Mezzogiorno del Prc, Pietro Simonetti, «le regioni Basilicata e Calabria insieme al Governo devono assolutamente affrontare il problema e definire le misure conseguenti per la necessari bonifica dei siti. Allo stato attuale, non è più sufficiente accertare le responsabilità a livello politico, imprenditoriale e delle organizzazioni criminali ma è doveroso tutelare la salute dei cittadini».
Mentre il consigliere regionale di Italia dei Valori, Antonio Autilio, propone che, per il nuovo Consiglio regionale che si insedia martedì prossimo, «sarà d'obbligo riaffrontare la questione attraverso l'istituzione di una Commissione speciale regionale di indagine». Per Autilio occorre «un'inchiesta da parte della Regione, in collaborazione con tutti i settori statali interessati e le autonomie locali, le associazioni e i movimenti popolari contro il nucleare e l'ecomafia».

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