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Il ringraziamento per il sacrificio dei caduti al Sacrario di Bari

BARI - «La Repubblica rivive anche ed essenzialmente per la presenza, l'impegno e il sacrificio dei suoi Corpi essenziali quali sono anche le Forze armate e le Forze dell'ordine»: lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Difesa, sen.Rosario Giorgio Costa, riferendosi ai militari morti in Iraq, parlando con i giornalisti nel corso delle cerimonie ufficiali che si stanno tenendo oggi nel capoluogo pugliese per la celebrazione della Festa nazionale della Repubblica.
Costa, è stato accolto al Sacrario dei caduti d'oltremare dal prefetto di Bari, Tommaso Blonda, e dal gen.di squadra Giovanni Mazzone, comandante della Terza regione aerea e del presidio militare di Bari. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e autorità civili e militari. Il sottosegretario ha reso onore ai caduti con la deposizione di una corona sull' altare del Sacrario.
«Nel corso della sua lunga storia, perchè questo è il 59/o anno della Repubblica - ha detto Costa - evidentemente non sempre sono state fiori e rose, ma ci sono stati anche momenti di nubi».

«Le nubi - ha continuato il sottosegretario - sono state però forate da questa Repubblica e sono state forate anche grazie all'impegno e al sacrificio delle forze di pace». «E' un bene questo della pace - ha detto ancora Costa - che non può essere ascrivibile solo ad un Paese, considerata l'area sovranazionale nella quale viviamo». «Pensare di vivere in pace stando chiusi nella propria casa e nel proprio paese - ha proseguito Costa - è veramente impossibile. Da qui la necessità di questa convivenza internazionale e dell'adesione e dell'aderenza alle organizzazioni mondiali alle quali noi siamo fiduciosamente aderenti sin dall'alba di questa Repubblica e, nell'area che ci riguarda, se c'è stata la pace ciò è stato ascrivibile anche alla circostanza che le Forze dell'ordine sono state forze di pace». «Poi è evidente che gli incidenti - ha ancora affermato Costa - si possono sempre verificare, possono anche accadere quando si va per motivi diversi da quelli che sono la tutela della Repubblica e la tutela della pace».
«A questi nostri morti - ha concluso il sottosegretario Costa - noi rivolgiamo referenti il ringraziamento, il saluto e assicuriamo imperitura devozione, consapevoli che senza il loro sacrificio, come quello dei nostri eroi del Sacrario d'oltremare, noi oggi non saremmo quella grande Repubblica che siamo e quella grande Repubblica che vogliamo continuare ad essere».

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