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I militari italiani a Kabul partecipano al cordoglio per la morte dei quattro colleghi a Nassiriya

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il messaggio di cordoglio dei militari italiani a Kabul per la tragedia che ha colpito i colleghi in Iraq.

All'interno di Camp Invictia, sede del Contingente Italiano a Kabul, la commozione dei militari si è fatta sentire. Appena è giunta la notizia di quanto accaduto ai nostri colleghi in Iraq si è diffuso un sentimento di dolore e di cordoglio.
«Il nostro stato d'animo è di profondo cordoglio per i nostri colleghi caduti nell'adempimento del proprio dovere, ma al contempo c'è l'orgoglio di chi contribuisce con sacrificio e straordinaria abnegazione, ovunque impegnato, a creare le migliori condizioni per il mantenimento della pace e per la protezione delle popolazioni civili e inermi in tante difficili circostanze nel mondo ha affermato il Comandante del Contingente Italiano a Kabul, Colonnello Luigi Vinaccia, che ha aggiunto «nonostante la tecnologia, l'addestramento e l'esperienza, i rischi di una missione operativa non si possono elidere. Il sentimento mio personale e di tutto il contingente militare italiano a Kabul è di profonda tristezza e di rispetto nei confronti dei colleghi tragicamente caduti in servizio a Nassiryia. In questo momento il nostro pensiero reverente è rivolto ai familiari dei militari scomparsi a cui formuliamo le nostre più sentite condoglianze».
Il contingente italiano a Kabul in questo dolorosissimo momento partecipa con profonda commozione al grave lutto che ha colpito le famiglie dei nostri colleghi. Giuseppe Lima, Marco Briganti, Massimiliano Biondini e Marco Cirillo, impegnati in una missione di grande valore umanitario, rimarranno per sempre nel ricordo di chi crede nella pace e nella solidarietà dei popoli.
E' per questi valori che ci muoviamo, sono questi valori le fondamenta solide su cui costruiamo tutta la nostra esistenza e sempre per questi valori i nostri colleghi avevano accettato il rischio della missione, pur sapendo che questo comportava mettere a repentaglio il bene più prezioso, la vita, ma consapevoli anche che l'avrebbero vissuta fino in fondo, finanche a donarla, per il bene degli altri. Tutto ciò che è stato fatto fino ad ora non è stato inutile e non sarà dimenticato, ma resterà vivo nei cuori di italiani riconoscenti, di iracheni che ne hanno beneficiato e di popoli del mondo che hanno avuto la fortuna di conoscere la generosità dei Militari italiani. Perché prestare le proprie mani per aiutare, tenderle per un affettuoso abbraccio, per portare un pò di «normalità», laddove è stato violato il valore e quindi il rispetto stesso dell'essere umano, sono gesti indelebili. E poi gli sguardi incontrati, cercando di infondere fiducia, sicurezza ed i sorrisi sinceri, che hanno che hanno acceso tanti e tanti sguardi, tanti e tanti volti, tanti e tanti cuori di uomini colpiti dall'odio, dalla violenza della guerra, rappresentano un patrimonio di umanità», ha affermato il portavoce del contingente italiano a Kabul, Capitano Domenico Pisapia.

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