Martedì 18 Dicembre 2018 | 11:42

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Il Papa a Bari - Tre i centri di controllo per la sicurezza e l'ordine pubblico: costo totale, 4 milioni di euro

Marina militare - Nave San Giusto BARI - Anche l'arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, ha potuto verificare che tutto è pronto per accogliere in sicurezza il primo viaggio di papa Benedetto XVI. Lo ha fatto sorvolando in elicottero la città insieme con il capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, che dall'alto gli ha illustrato le opere realizzate e il dispositivo di sicurezza e coordinamento messo in campo, costato in tutto - ha detto - quattro milioni di euro.
Tutte le operazioni avranno come punto di riferimento per il controllo aereo e navale la nave San Giusto, l'unità anfibia della Marina militare che è ormeggiata in porto, lungo la banchina che si trova di fronte all'ansa di Marisabella dove è allestito il palco per il Papa, a meno di un miglio di distanza in linea d'aria.
Sulla nave, impiegata già in passato per operazioni di protezione civile (a Timor Est, e anche in Italia per l'emergenza dello Stromboli) è allestita una sala operativa con sistemi di collegamento satellitare che consentirà di gestire da bordo tutto il coordinamento della sicurezza in mare e in aria. A bordo, nella sala operativa - ha spiegato il comandante della San Giusto, capitano di vascello Francesco Sollitto - sono allestite diverse postazioni alle quali siederanno i responsabili degli enti coinvolti nelle operazioni che saranno coordinate dalla nave: tra gli altri, Marina militare, Aeronautica, Enac, Enav, Capitaneria di porto, ufficio Voli di Stato, Prefettura, 118, Carabinieri, Polizia, Vigili urbani, Polstrada, Volontariato.
In tutto ci saranno almeno 25 persone al lavoro che potranno contare sul controllo radar, un sistema di telecomunicazioni satellitare e collegamenti internet e che potranno, in caso di emergenza, confrontarsi immediatamente sulle scelte operative. Il tutto avverrà con un collegamento in videoconferenza con gli altri due poli di coordinamento: la Questura che si occupa dell' ordine pubblico e della sicurezza e il Centro di coordinamento del dipartimento della Protezione civile allestito all'interno della Fiera del levante, che sarà il centro decisionale per qualsiasi emergenza.
Alla nave faranno riferimento anche altri mezzi di pattugliamento in mare di Guardia di finanza, Capitaneria di porto, Carabinieri e Polizia, che si alterneranno per verificare il rispetto dell'interdizione alla navigazione per tutta la durata della visita.
Per domattina a Bari è prevista la presenza, tra gli altri, dei presidenti del Senato Pera, della Camera Casini e del ministro dell'Interno Pisanu, mentre è stato precisato che non sarà presente il presidente del Consiglio Berlusconi.
La nave, che ha 180 membri di equipaggio (ma è attrezzata per accogliere altre 330 persone), dispone di un ponte per l'atterraggio di elicotteri e di un bacino allagabile nel quale trasporta mezzi per il soccorso marittimo.
Bertolaso, che dopo il volo in elicottero con l'arcivescovo ha incontrato brevemente i giornalisti sulla nave, ha detto che la San Giusto «è una risorsa preziosa e componente preziosa di protezione civile». «Tutta l'operazione per il viaggio del Papa - ha detto - programmata e gestita in modo scientifico, rappresenta anche una valida esercitazione. Domani la Marina militare lavorerà fianco a fianco con l'Esercito, la polizia, con i carabinieri, il 118 e quant'altro: significa conoscersi, lavorare insieme e verificare come utilizzare le risorse».
«Lo facciamo ora gestendo un evento di massa ma programmato, e così saremo in grado di farlo, naturalmente con tempi diversi in caso di emergenza». «Il sistema non cambia di fronte a questi grandi eventi e di fronte alle emergenze - ha detto - è sempre lo stesso, cambia solo la tempistica». E poi, citando lo stupore del vescovo mentre dall'elicottero scopriva i dispositivi messi in campo: «ma prima come si faceva quando non c'eravate voi?» ha chiesto mons. Cacucci. «Si faceva tutto lo stesso - ha risposto Bertolaso - ma un po' alla carlona».
Paola Laforgia

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