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Con i sindacato finisce l'idillio: «Un anno perso»

Pezzotta, Epifani, AngelettiROMA - A un anno dall' «abbraccio» tra l'allora neo presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e Cgil, Cisl e Uil, sancito dalla relazione di insediamento alla presidenza degli industriali, l'idillio tra industriali e sindacati sembra finito. Se un anno fa Montezemolo avvertiva che c'era «molto lavoro da fare» e invitava i sindacati a «cominciare subito», oggi ha parlato di un anno «trascorso senza risultati concreti», ha criticato come «al di fuori di ogni compatibilità» alcune delle piattaforme presentate per i rinnovi contrattuali ma, soprattutto, ha chiesto una rifondazione delle relazioni sindacali. «Chiediamo un confronto di merito - ha detto annunciando la prossima messa a punto di un documento sui temi delle relazioni industriali - e spirito costruttivo, perchè la sfida è veramente impegnativa e i tempi sono strettissimi».

E se le difficoltà nelle relazioni tra l'associazione degli industriali e i sindacati erano emerse già l'estate scorsa con il fallimento del tavolo aperto sulla revisione del modello contrattuale, durante gli ultimi mesi le tensioni si sono acuite anche di fronte ai rinnovi contrattuali più complicati, come quello del settore metalmeccanico (130 euro la richiesta dei sindacati, 59, 58 euro l'offerta delle imprese). Su questo punto Montezemolo ha ribadito oggi la necessità di costruire «un modello di relazioni collaborativo», e ha avvertito che «non vanno in questa direzione le piattaforme rivendicative al di fuori di ogni compatibilità e che pretendono di stravolgere unilateralmente le regole del gioco».

Il cambiamento di umori delle parti sociali si rintraccia oggi anche nei commenti alla relazione del presidente degli industriali.

Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che l'anno scorso aveva parlato di «una buona relazione e un'analisi condivisibile», ha sottolineato come si sia fatto «un passo indietro» nella parte del discorso che riguarda le condizioni di chi lavora, come se - ha spiegato - «l'impresa non avesse responsabilità». Sulla necessità di nuove relazioni sindacali sottolineata da Montezemolo, Epifani ha risposto che il problema non è quello di essere pronti o meno, ma sapere «cosa si vuole fare. Noi - ha aggiunto - sappiamo cosa vogliamo e dove vogliamo andare. Non è chiaro se corrisponde a quello che vuole Confindustria».

Più disponibili al dialogo i segretari generali di Cisl e Uil, almeno sulle regole sul modello contrattuale, il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, ha però sostenuto che sui contratti e sulle piattaforme «Montezemolo ha torto». Pronti alla discussione invece sulla richiesta di rifondare le relazioni sindacali. La Uil, ha spiegato Angeletti, è pronta «ad accogliere la sfida del confronto. Non vogliamo accentuare elementi di polemica, ma anzi realizzare convergenze».
«La Cisl - ha detto il numero uno del sindacato, Savino Pezzotta - è pronta a raccogliere la sfida di una rifondazione delle relazioni sindacali. Ma anche Confindustria deve mostrare più coraggio, perchè quando si avvia un percorso lo si porta a termine. Se Confindustria elaborerà un documento sulle relazioni industriali, noi siamo pronti a discuterlo».

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