Giovedì 13 Dicembre 2018 | 13:44

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Il «Montezemolo pensiero» nelle relazioni di quest'anno e dell'insediamento

ROMA - Montezemolo un anno dopo. A distanza di 12 mesi dal suo insediamento, il presidente di Confindustria torna a fare i conti con Governo, sindacati e banche, controparti del mondo delle imprese che, un anno fa, nella sua prima assemblea da presidente, aveva chiamato a raccolta per «fare squadra» ed uscire dalle nebbie di una situazione economia già critica.
Dopo un anno di leadership dell'associazione degli imprenditori, Montezemolo ha scelto ancora una volta la via dell'apertura. Ma nel suo intervento di oggi non ha voluto nascondere i problemi che ancora oggi rimangono e condizionano il rapporto delle imprese con la politica, con i sindacati e con il mondo del credito.

*) SITUAZIONE ECONOMICA
NEL 2004: Esaminando una situazione economica già critica, lo scorso anno Montezemolo si era limitato a poche e concrete richieste al Governo: tagliare l'Irap sulla ricerca, puntare sull'innovazione, attivare incentivi per imprese e Mezzogiorno, valutare i rischi del federalismo.
NEL 2005: Oggi, alla luce di un quadro macro-economico ancora più pesante, con gli allarmi recessione che piovono sull'economia italiana dai maggiori organismI internazionali, il numero uno di viale dell'Astronomia punta su scelte ambiziose, anche se magari impopolari. «Servono scelte urgenti - ha detto oggi - coraggiose, probabilmente impopolari, ma che sappiano fronteggiare l'emergenza». L'Italia ha bisogno di «una politica alta», di «recuperare un grande senso dello Stato». Preoccupato che quest'ultima fase di legislatura scivoli in una lunga campagna elettorale, Montezemolo avverte: «a maggioranza e opposizione dico: togliete la testa dalle urne elettorali». Una richiesta concreta al Governo però, Montezemolo l'ha fatta. Quella di «cominciare seriamente a pensare» di spostare il carico fiscale dall'imposizione diretta a quella indiretta.

*) SINDACATI
NEL 2004: L'anno scorso quella verso i sindacati era stata l'apertura che maggiormente sembrava dover caratterizzare l'era confindustriale di Montezemolo. «Tutti insieme chiudiamo la stagione dei dissidi e delle incomprensioni. Una stagione che non ci appartiene», aveva detto un anno fa. «Abbiamo molto lavoro da fare insieme - aveva esortato rivolgendosi ai leader di Cgil, Cisl e Uil - Ed il mio invito è quello di cominciare da subito».
NEL 2005: Dopo 12 mesi, anche in questo caso, Montezemolo non demorde e rilancia: «devo dire con rammarico che, al di là delle buone intenzioni, un anno è trascorso senza risultati concreti», ma bisogna ricominciare a dialogare perchè «è arrivato il momento di rifondare le relazioni sindacali». E ciò nonostante per Confindustria il rinnovo dei contratti degli statali non debba «costare sacrifici alle finanze pubbliche senza migliorare i servizi resi» e quelli privati non possano partire da «piattaforme rivendicative al di fuori di ogni compatibilità e che pretendono di stravolgere unilateralmente le regole del gioco».

*) BANCHE
NEL 2004: Quello fatto da Montezemolo alle banche nel 2004, fu un vero e proprio invito a sostenere la crescita delle aziende, ad esserne vere partner. «Dobbiamo fare tutti un passo avanti», aveva detto rivolgendosi ai banchieri presenti all'Assemblea, perchè «senza finanza moderna le imprese non crescono, senza crescita delle imprese la finanza resta antiquata».
NEL 2005: Oggi, senza nulla togliere alla spinta collaborativa di allora, il presidente di Confindustria non ha potuto esimersi dal soffermarsi su ciò che sta accadendo nel mondo del credito italiano. E riferendosi alle due partite in atto su Bnl e Antonveneta non ha certo pesato le parole. «Non è stato un bello spettacolo - ha detto - Non ci abbiamo guadagnato nulla». «Si è scatenata una malintesa battaglia per l'italianità delle banche - ha rincarato - I fatti di queste settimane ci dicono che sono necessarie le regole e le autorità capaci di farle rispettare».

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