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«Terrorismo anarco-insurrezionalista»: cinque arrestati e perquisizioni in varie regioni d'Italia

ROMA - Cinque persone sono state arrestate in mattinata con l'accusa di essere anarco-insurrezionalisti. L'antiterrorismo le ritiene responsabili di «associazione sovversiva costituitasi in banda armata».
Per tre di loro Claudia Cospito, Stefano Del Moro e Massimo Leonardi il capo d'imputazione è «l'aver costituito, organizzato e partecipato ad un'associazione diretta a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato, a compiere atti di violenza con fini di eversione dell'ordine democratico, strutturata in modo composito e compartimentato, secondo lo schema eversivo del doppio livello, ed incentrata sulla costituzione di gruppi di affinità».
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari di Roma Guglielmo Muntoni su richiesta dei Pubblici ministeri Franco Ionta, responsabile del pool antiterrorismo della capitale, e Salvatore Vitello, già titolari di procedimenti relativi all'attività degli anarco-insurrezionalisti. La parte dell'operazione che questa mattina ha riguardato il mondo anarco-insurrezionalista, a Roma è stata eseguita dai carabinieri del Ros e dalla Digos di Roma e Viterbo. Un'inchiesta, quella che ha portato oggi all'arresto di cinque persone, cominciata già nel 2003 subito dopo l'attentato al liceo spagnolo Cervantes. Proprio dal nome della scuola spagnola prende il nome anche l'operazione che questa mattina ha permesso l'arresto di Massimo Leonardi, Stefano Del Moro, Claudio Cospito, Danilo Cremonese e Valentina Speziale. Trenta le perquisizioni eseguite sia nel Lazio sia in altre regioni dagli investigatori della polizia e dei carabinieri della capitale.
La prima parte dell'indagine Cervantes, avviata immediatamente dopo l'attentato, il 17 giugno 2003, ha permesso di accertare gli investigatori dell'antiterrorismo della capitale l'esistenza di una struttura eversiva «anarco-insurrezionalista, articolata su un doppio livello, pubblico e clandestino. Struttura operante sia nel Lazio sia in altre regioni». Secondo quanto accertato finora, la struttura anarchica sarebbe stata responsabile negli ultimi anni dell'invio di pacchi bomba, atti incendiari e di altre azioni violente compiute in danno di strutture ed istituzioni dello Stato, dell'Unione Europea e di altri obiettivi individuati dagli anarchici di volta in volta.

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