Martedì 18 Dicembre 2018 | 18:03

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Nel gruppo di pedofili tre sacerdoti, un sindaco, un assessore e un assistente sociale

SIRACUSA - Ci sono anche tre sacerdoti, un assistente sociale, un vigile urbano, un sindaco e un assessore tra le 186 persone indagate dalla Procura della Repubblica di Siracusa nell'ambito dell'inchiesta «Video privè» contro la pedofilia e la pedopornografia che ha coinvolto 16 regioni italiane.
Insospettabili nei cui computer polizia postale, carabinieri e guardia di finanza hanno trovato filmati inequivocabili con immagini di abusi sessuali e sevizie compiute, in maniera violenta, su bambine asiatiche di età compresa tra i quattro e gli otto anni.
Difficile questa volta, per gli indagati, poter dire che è stato un caso, che inavvertitamente hanno scaricato del materiale navigando su Internet senza volerlo. L'accesso al sito era infatti difficile e consentito soltanto a esperti fruitori di materiale pedopornografico. Ma non solo: l'url è stata attiva soltanto nove giorni, con il metodo del «mordi e fuggi». Per arrivare a individuarlo e per avervi accesso occorreva una notevolissima esperienza nel settore: la sua esistenza, infatti, era pubblicizzata su una bacheca aperta su Internet su un sito specializzato di un Paese Orientale. Su un altro indirizzo web, della stessa aera geografica, era disponibile la password che permetteva di accedervi, composta da una combinazione di 15 caratteri alternati di lettere e numeri. L'indirizzo del sito era inoltre privo di una pagina di indice per evitare che potesse essere individuato e catalogato dai motori di ricerca presenti sul web.

Ma l'attenta ricerca dell'associazione Telefono Arcobaleno, presieduto da Giovanni Arena, ne ha permesso ugualmente l'individuazione. E' scattata così la denuncia e sono cominciate le indagini del Nucleo investigativo telematico coordinato dal procuratore aggiunto di Siracusa, Giuseppe Toscano, e dai sostituti Antonio Nicastro e Manuela Cavallo.
Undici mesi di accertamenti hanno permesso di identificare 186 italiani che nei nove giorni in cui il sito è stato aperto vi si sono collegati. Tra questi anche degli insospettabili. Come tre sacerdoti, che prestano il loro ministero in Sicilia, Lombardia e Trentino Alto Adige, che avevano in uso dei computer al cui interno vi era una collezione di filmati pedopornografici.
Perquisizioni sono state eseguite anche nella casa di un educatore all'infanzia siciliano, di un agente di polizia municipale marchigiano, di un operatore di un centro oncologico veneto, di un sindaco e di un assessore di due Comuni lombardi.

Nell'ambito delle 186 perquisizioni, compiute da polizia postale, carabinieri e guardia di finanza, sono state sequestrati alcuni filmati di produzione artigianale, sul quale sono in corso indagini del Nucleo investigativo telematico per identificare i bambini coinvolti nelle riprese.
Gli indagati sono tutti uomini, di media età, di varie estrazioni sociali: 34 sono residenti in Lombardia, 22 in Veneto ed altrettanti nel Lazio, 17 in Piemonte, 13 in Emilia Romagna, 11 in Campania e Toscana, 10 in Sicilia ed altrettanti in Liguria, 8 in Trentino, 7 nelle Marche, 5 in Puglia, Friuli e Abruzzo, 4 in Calabria e 2 in Basilicata.

Il procuratore aggiunto di Siracusa, Giuseppe Toscano, ha sottolineato come «l'ennesima inchiesta dimostra come in Italia si consumano giornalmente un elevato scambio di materiale pedofilo» e ha espresso «un cenno di preoccupazione per gli effetti generati dal recente codice di tutela alla privacy che - ha spiegato - rende particolarmente difficoltosa, e talora impossibile, l'identificazione degli autori di reati informatici».
La Procura della Repubblica di Siracusa negli ultimi due anni ha disposto il sequestro di oltre 400 siti Internet italiani a contenuto pedopornografico su segnalazione dell'associazione Telefono Arcobaleno.
Mimmo Trovato

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