Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 14:44

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«Siamo stati noi». Gli autori strage mercato di Baghdad confessano in Tv: sono 4 palestinesi e un iracheno

BAGHDAD - Confessione-shock dagli schermi della televisione pubblica Iraqia: quattro palestinesi e un iracheno, arrestati come gli autori della strage al mercato di Baghdad (che il 12 maggio scorso ha provocato la morte di 15 persone e il ferimento di 84) hanno pubblicamente ammesso i loro crimini in una trasmissione televisiva. Tra i palestinesi, tre sono fratelli: uno di loro, Amer Abdallah, che abita nel quartiere di Baladiyat, nella zona orientale della capitale, ha raccontato di aver imbottito di esplosivo l'auto-bomba su richiesta di un palestinese di nome Ibrahim Idi.
Un altro fratello, Adnan, che è apparso col viso tumefatto, ha guidato la macchina fino al centro del mercato e poi l'ha fatta esplodere a distanza. Adnan ha spiegato di aver ricevuto sempre da Ibrahim Idi l'ordine di far esplodere l'auto al passaggio di un convoglio americano o della polizia irachena. «Ma ho avuto paura ed ho premuto il bottone in anticipo»,ha confessato.
«Ibrahim Idi mi aveva promesso 300 dollari ma non ho ancora ricevuto niente», si è lamentato, aggiungendo che il loro referente era in contatto «con la Siria o comunque vi si recava frequentemente». Il terzo fratello, Faraj Abdallah, ha riferito di aver preparato un'auto-bomba un anno fa, che «è stata utilizzata contro un convoglio americano», mentre il quarto palestinese, Massud Nureddin Mohammed, si è preso la responsabilità di aver fatto i sopraluoghi e individuato i posti per gli attentati. L'iracheno, Kadhem Jawad, presentato come un «ritardato mentale», sarebbe all'origine dell'arresto degli altri quattro. Mentre stava aggirandosi, con fare sospetto subito dopo l'attentato, sarebbe stato bloccato dalla popolazione e avrebbe confessato alla polizia di far parte del gruppo degli attentatori e rivelato i nomi dei suoi complici.

La polizia irachena aveva dichiarato nei giorni scorsi di aver arrestato gli autori dell'attentato al mercato dopo solo nove ore di indagini. Ma sono in molti a contestare la versione delle autorità: il Comitato degli ulema, la principale associazione di religiosi sunniti, ha pubblicato un comunicato in cui si afferma che i palestinesi arrestati sono semplici «rifugiati, che non avevano mai maneggiato armi» e che sono stati costretti a dichiararsi colpevoli.

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