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Made in Italy al palo

ROMA - Il made in Italy «non va benissimo», affermano i tecnici dell'Istat. I dati di marzo sull'andamento della produzione industriale corretta per giorni lavorativi mettono chiaramente in evidenza le difficoltà dei settori di punta dell'industria italiana: la produzione industriale di abbigliamento è scesa in marzo dell'11% su base annuale, quella di scarpe ha registrato una flessione del 16,6%, quella dei mobili dell'8,1% e quella dei mezzi di trasporto del 4,2%. Complessivamente il mese di febbraio si è chiuso con un calo della produzione industriale del 5,2% (-2,9% il dato corretto per giorni lavorativi, in parte a causa del fatto che marzo 2005 conta un giorno lavorativo in meno rispetto al 2004.
Si tratta della sesta flessione tendenziale consecutiva.

Le flessioni registrate nel made in Italy contribuiscono in modo evidente al calo dell'indice generale sia nel solo mese di marzo sia nel trimestre (-3,7% dato grezzo e -2,5% quello corretto per giorni lavorativi). L'industria del tessile e dell'abbigliamento ha infatti archiviato il primo trimestre 2005 con una flessione del 7% rispetto allo stesso periodo del 2004 (-3,6% dato congiunturale). Per l'industria delle pelli e delle calzature è andata ancora peggio: la produzione industriale nel primo trimestre dell'anno è scesa dell'11,3%, mentre in marzo il calo congiunturale è stato addirittura del 7,1%. La produzione di mobili, invece, ha registrato nel trimestre un calo della produzione del 19,8%, pur subendo un rimbalzo congiunturale (+0,1%). Per gli apparecchi elettrici e di precisione la flessione nei primi tre mesi dell'anno è dell'8,3% (-2,5% in marzo su febbraio), mentre per i mezzi di trasporto il calo trimestrale è del 7,1% (+1,5% in marzo su febbraio). In particolare nella voce mezzi di trasporto a soffrire sono le autovetture, che evidenziano un calo della produzione grezza del 9,8% in marzo sullo stesso mese del 2004, chiudendo il trimestre con una -17,7%.

Nel rendere noti i dati di marzo 2005 e del primo trimestre dell'anno, l'Istat ha comunicato di aver rivisto al ribasso i dati di febbraio, che sono stati abbassati di circa 0,2 punti percentuali: l'indice grezzo subisce una flessione tendenziale del 3,4% (-3,2% la precedente stima).

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