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Berlusconi - Putin, intesa politica perfetta

ROMA - Dal «caro Silvio» ricambiato da un «caro Volodia» (il diminutivo di Vladimir) durante il brindisi a base di vodka al Cremlino il 3 aprile 2002 al «ti aspetto con impazienza» scritto l'altro ieri in un messaggio dal leader russo, alla vigilia dell'ottavo incontro in Russia tra i due, il quarto ufficiale, i rapporti tra Putin e Berlusconi marciano sul binario di un'intesa politica perfetta, che ha facilitato il nascere e consolidarsi di un'amicizia personale. Ma certo la visita che inizia oggi non cade nel migliore dei momenti dopo il duro scontro tra Putin e Bush su comunismo e Iraq. Anzi il clima, con i richiami a Yalta, è ha quello che significò sono da guerra fredda, da «grande gelo» e le accuse reciproche rievocano vecchie «liturgie» pre caduta del Muro con Bush che ricorda che con la vittoria nella seconda guerra mondiale, grazie al determinante contributo dell'Armata Rossa, «l'oppressione non fini» e Putin che replica irato che undici Paesi furono liberati dai russi e «non c'è nulla di cui pentirci». Berlusconi quindi dovrà affrontare il «grande gelo» calato tra i suoi, distinti, amici storici.
Quindi Berlusconi troverà un clima gelido che fa tornare le cronache Usa -Russia a qualche decennio. Ma ci sono a favore di Berlusconi, se non altro perch_ la Russia sarà la sede degli incontri e delle celebrazioni il grande feeling instauratosi nel tempo con Putin.
Tutto prende l'avvio dal faccia a faccia del 25 ottobre 2001 al Cremlino. Al centro dell'agenda la lotta comune al terrorismo, la situazione in Afghanistan, quella in Medio Oriente e l'impegno nei Balcani, e il presidente del Consiglio italiano, da cinque mesi tornato a Palazzo Chigi, che non esita a parlare di «asse privilegiato» con il suo «amico» Putin.
Ancora di guerra israelo-palestinese si parla nella visita del 3 aprile 2002, il cui tema dominante è però un altro, quello del possibile approdo della Russia nell'Unione europea, nella Nato e nel Wto (l'organismo che regola il commercio mondiale), aspirazioni che trovano l'appoggio del Presidente del Consiglio italiano e che saranno al centro anche di vertici successivi.
L'amicizia e la stima tra i due leader conduce, nella visita lampo di Berlusconi a Mosca del 16 ottobre successivo, all'apertura di una corsia preferenziale per lo sviluppo dei rapporti economici e all'annuncio dell'inaugurazione entro la fine dell'anno di una 'linea rossà che permetta ai due di sentirsi telefonicamente almeno una volta alla settimana. Putin porta a Berlusconi i saluti delle figlie Katia e Mascia, ospiti del premier italiano l'estate precedente in Sardegna, e «affascinate dall'Italia e dal signor B», come lo chiamano.
Nel freddo di Davidovo, la dacia di Putin a cento chilometri di Mosca, il 3 febbraio 2003, l 'argomento è l'Iraq, un mese e mezzo prima dell'attacco della coalizione. Per Berlusconi, «l'azione militare è l'ultima delle misure e si spera di non dovervi ricorrere mai» anche se «non si può nascondere la testa sotto la sabbia», ma in ogni caso «sarebbe opportuna una nuova risoluzione dell'Onu» poichè solo in questo caso ci sarebbe una «piena legittimità» per un'azione militare».
Si torna ai progetti di integrazione con l'Unione europea il 29 luglio successivo. I due concordano che la Russia debba gradualmente divenire sempre più parte di una «grande Europa» ma lasciano agli sviluppi concreti della cooperazione economica, culturale e scientifica il compito di avvicinarsi a questo obiettivo, senza proclami su una futura adesione.
Il vertice del 20 aprile 2004 è condizionato dalla vicenda degli ostaggi italiani in Iraq. «Siamo in fiduciosa attesa di eventi che dovrebbero verificarsi nelle prossime ore» dice Berlusconi, che intanto riceve le condoglianze di Putin per l'uccisione di uno dei rapiti, Fabrizio Quattrocchi.
L'appoggio russo alla battaglia di Berlusconi per una riforma dell'Onu non penalizzante per l'Italia, quello ribadito dell'Italia sullo sviluppo dei rapporti tra Mosca e Unione europea, e infine la comune preoccupazione per la situazione irachena, animano il più recente vertice bilaterale moscovita, il 3 novembre scorso. «Mi sento veramente in famiglia», dice il presidente del Consiglio ai cronisti prima di incontrare Putin. E in suo onore, durante il pranzo ufficiale, l'orchestra intona il brano "Meglio 'na canzone", motivo d'esordio del sodalizio musicale formato dal premier italiano con il canzoniere Mariano Apicella.

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