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Il legale di Giovanni Maiorano: lui si fidava di Angelo Izzo

LECCE - «Giovanni Maiorano si fidava di Angelo Izzo. E penso che per questo quando la moglie gli ha riferito di avere problemi di natura economica lo abbia indirizzato da lui». Lo ha detto all'ADNKRONOS Stefano Chiriatti, il legale dell'ex boss della Sacra Corona Unita ed ex collaboratore di giustizia, padre e marito delle due donne trovate e seppellite nel giardino di una villetta nelle campagne di Ferrazzano, vicino Campobasso.
«Si conoscevano -racconta l'avvocato- fin dal periodo della detenzione nel carcere di Campobasso, ma il loro rapporto si strinse nel penitenziario di Palermo, quando Izzo si offerse di aiutare Maiorano, appena arrivato e ancora spaesato nella nuova struttura, ad ambientarsi».
«A Campobasso si conoscevano soltanto di vista -spiega Chiriatti - Si limitavano ai semplici rapporti di buona educazione, al "buongiorno e buonasera". Quando Maiorano fu poi trasferito a Palermo -prosegue il legale- si ritrovò spaesato, e Izzo, che lì era già qualcuno e si trovava nella stessa sezione, lo aiutò ad introdursi nell'ambiente».
CON "CITTA' FUTURA" MIO ASSISTITO NON HA MAI AVUTO A CHE FARE
Chiriatti afferma che il loro era un rapporto di solidarietà, di mutua assistenza, «come se ne istaurano tanti nell'ambiente carcerario». «Non so se definirla un'amicizia -puntualizza- ma sicuramente si trovavano bene e non c'era alcun tipo di attrito».
Sembra invece, a quanto afferma il legale, che Maiorano non abbia mai intrattenuto rapporti con l'associazione «Città futura», in cui Izzo seguiva un programma di reinserimento sociale e tramite la quale conobbe sia una delle due vittime, Maria Carmela Linciano, sia Guido Palladino e Luca Palaia, gli altri due indagati per il duplice delitto.
NON E' ANDATO AI FUNERALI PERCHE' HA PREFERITO DI VIVERE DOLORE IN PRIVATO
Maiorano non ha chiesto di partecipare ai funerali della moglie e della figlia, che si sono tenuti oggi a San Donato di Lecce. «Ha immaginato che ci sarebbe stata troppa folla -spiega Chiriatti- troppa attenzione dei media, e ha quindi preferito vivere in privato il suo dolore, rimanendo solo. Aveva già dato l'ultimo saluto ai suoi cari -afferma il legale, in riferimento alla visita alle salme concessa a Maiorano l'altro ieri- e la sua presenza al funerale non avrebbe aggiunto nulla».
Sembra quindi da escludere la pista di precedenti attriti tra Izzo e Maiorano come movente per l'omicidio di Ferrazzano. «Il mio assistito non riesce a spiegarsi quale sia stata la molla che ha fatto scattare la follia di Izzo -afferma Chiriatti- e questo è uno dei suoi crucci principali. Ora non ha desideri di vendetta, ma solo di verità e giustizia».
IL MIO ASSISTITO E' ANNIENTATO DAL DOLORE, MA LUCIDISSIMO
Maiorano infatti sarebbe «annientato dal dolore ma lucidissimo», dichiara il suo legale. «Ha completa fiducia nei magistrati e offrirà la massima collaborazione -afferma- Persino io sono rimasto stupito dalla sua lucidità».
Lucidità in cui inquadrare anche la lettera alla figlia morta, scritta da Maiorano in questi giorni e consegnata allo psicologo del carcere: «Aveva promesso alla figlia che avrebbe cambiato vita -dice Chiriatti- e forse ha sentito l'esigenza di rivolgerle delle spiegazioni».

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