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Fassino: che il governo ritiri le nostre truppe

ROMA - «A nome dei gruppi dell'Ulivo chiediamo al governo di valutare la fase nuova che si è aperta in Iraq e di adottare scelte che predispongano il ritiro delle truppe italiane, e di definire tempi e modalità e di portarli quanto prima all'attenzione del Parlamento». Lo ha detto il segretario dei Ds, Piero Fassino, intervenendo alla Camera nel dibattito sulle conclusioni dell'inchiesta sulla morte di Nicola Calipari. Fassino ha aggiunto che il centrosinistra non ha stabilito «nessun automatismo» tra la morte di Calipari e la richiesta di ritiro delle truppe, che era già stata avanzata in precedenza.

«L'uccisione di Nicola Calipari - prosegue Fassino nel corso del suo intervento - dimostra quanto sia grave la situazione in Iraq. Ogni giorno noi siamo di fronte ad immagini ed episodi di violenza che quotidianamente accadono nelle città irachene».
«La tragica notte in cui Calipari ha trovato la morte - aggiunge il segretario Ds - si colloca in una sequenza lunghissima di episodi di violenza. Credo che di questo si debba prendere atto, cercando di capire come affrontare una situazione di instabilità. Questo indica che li è in corso una guerra, mentre il governo italiano dimostra un atteggiamento ambiguo, continuando a dire che le nostre truppe sono in missione di pace. Sottolineo che la vicenda di cui discutiamo oggi implica la definizione di una strategia di uscita, passando da un regime militare ad una situazione di sostegno politico alla transizione democratica in Iraq».

«Negli ultimi mesi - aggiunge Fassino - sono maturati eventi e fatti di particolare importanza: ci sono state le elezioni irachene, un evento importante, da due giorni l'Iraq ha un nuovo governo nella pienezza dei poteri, questo porta a dire che ci sono le condizioni per trasferire i poteri alle autorità irachene in modo che la stesso popolo possa essere titolare della propria sicurezza. Occorre convocare una nuova conferenza internazionale che definisca gli obiettivi della nuova pace. In questo quadro si deve collocare in modo diverso la presenza delle truppe in Iraq. Noi non stabiliamo automatismi tra la morte di Calipari e il ritiro delle truppe».

«La richiesta di ritiro - prosegue il leader della Quercia - era già stata avanzata. Non abbiamo avuto nessun atteggiamento ritorsivo, sbagliato e non degno della delicatezza della vicenda. quello che chiediamo è una valutazione sulla nuova che fase che si può aprire. Le forze militari non sono l'unico modo con cui la comunità internazionale può aiutare l'Iraq.
«A nome di tutto l'Ulivo - conclude Fassino - chiediamo al Governo di adottare scelte che predispongano il rientro delle truppe dall'Iraq».

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