Giovedì 13 Dicembre 2018 | 09:11

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Le vittime, due brave persone dalla vita semplice e riservata

CAMPOBASSO - Stavano per trasferirsi a Campobasso, dove avevano trovato una casa e sarebbe stato più facile trovare anche un lavoro, Maria Carmela Limucciano e Valentina Maiorano, moglie e figlia del pentito della Scu Giovanni Maiorano, trovate morte sabato scorso a Mirabello Sannitico (Campobasso). A Gambatesa, piccolo centro della provincia di Campobasso, le ricordano come due brave persone.
Nel paese di 1.800 abitanti al confine con la Puglia, la madre era arrivata nel 2001, la ragazza l'aveva raggiunta due anni fa, dopo aver trascorso qualche tempo presso la nonna paterna, a Lecce. Stamattina sul suo banco di scuola i compagni hanno deposto alcuni fiori.
«Certo, vivevano in una situazione di disagio, di difficoltà economiche - racconta il sindaco, Emilio Venditti -, in una casa piccola, con due stanze e un bagno, dalla quale peraltro erano state da poco sfrattate. Il Comune cercava di aiutarle, pagando la bolletta della luce e i libri di scuola per la ragazza».

Proprio pochi giorni fa si era liberato un alloggio popolare, ricorda ancora il primo cittadino di Gambatesa, «ma quando l'ho proposto alla signora lei ha detto che aveva già risolto il problema: aveva trovato un alloggio a Campobasso, e preferiva andare in città dove aveva già avuto un'offerta di lavoro, forse in una cooperativa. Sembrava tranquilla».
Non aveva grandi pretese, Maria Carmela Limucciano. «Era disponibile a fare la badante - dice il sindaco -, ma qui a Gambatesa gli anziani rimangono in famiglia, quindi non c'è bisogno di assistenza da parte di esterni».
Valentina Maiorano era conosciuta come una ragazzina ben educata. Frequentava la seconda media nell'istituto comprensivo che conta circa 150 alunni, fra scuola materna, elementare e media. Anche il preside, insieme all'amministrazione municipale, si era attivato per procurarle i libri necessari allo studio.
«Anche lei, come la madre, appariva tranquilla, si stava ambientando - ricorda ancora Venditti -. Frequentava i coetanei, qui tutti i ragazzi si riuniscono intorno alla fontana in piazza e al parco».

Nessun pregiudizio nei confronti di questa famiglia che, nonostante fosse perfettamente integrata, continuava comunque a condurre una vita nel complesso riservata. «I cittadini conoscevano la loro situazione, e proprio per questo si mobilitavano per aiutarle. D'altra parte - spiega il sindaco - noi siamo abituati, nel passato abbiamo ospitato spesso persone in soggiorno obbligato».
Di recente Valentina aveva fatto qualche assenza, probabilmente per accompagnare la madre a Campobasso, dove avrebbe continuato la scuola l'anno prossimo. In paese gira però voce che nei giorni scorsi, tornando a casa, Maria Carmela avesse notato qualcosa di strano nella serratura della porta; a un conoscente avrebbe confidato che temeva che qualcuno fosse entrato in sua assenza.
«Qui la gente è sconcertata - conclude il sindaco - e il nostro timore maggiore è per ragazzi, che, come me, hanno appreso la notizia dalla televisione».

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