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Duplice omicidio a Campobasso, perquisita associazione in cui lavorava Angelo Izzo

CAMPOBASSO - Questa mattina gli investigatori che indagano sul doppio delitto di Campobasso in cui è coinvolto Angelo Izzo, uno dei massacratori del Circeo, hanno perquisito la sede dell'associazione «Città Futura», dove Izzo lavorava durante il giorno, uscendo dal carcere nelle ore concesse dal regime di semilibertà. L'associazione si trova all'ultimo piano di una palazzina in via Nobile, proprio di fronte al carcere di Campobasso.
La Polizia ha acquisito numerosi documenti relativi al lavoro svolto da Izzo nell'associazione. La struttura, di cui è responsabile Dario Saccomani, pastore evangelico, si definisce nei volantini «sportello di ascolto» per un gran numero di problematiche: alcolismo, ex-tossicodipendenti, disoccupazione, solitudine, casa e altro. «Vieni da noi - recita lo slogan - ne parliamo insieme, vediamo di affrontare il tuo problema».
Tra le varie persone che prestano la loro opera nell'associazione, Angelo Izzo era l'unico stipendiato, e lavorava sia la mattina che il pomeriggio. Al mattino era il responsabile dello sportello, cioè riceveva gli utenti, ed è proprio in questa sua mansione che era entrato in contatto con una delle due vittime, Maria Carmela Limucciano, moglie del pentito pugliese Giovanni Maiorano.
Secondo quanto riferisce l'associazione la donna, tempo fa, si era rivolta allo sportello per chiedere aiuto relativamente a due problemi che l'assillavano, uno sfratto esecutivo (e per questo l'associazione l'aveva messa in contatto con uno studio legale) e il rischio di perdere gli assegni familiari, una pratica che era tuttora in corso. Era stato Izzo a ricevere le richieste della donna e a seguire l'iter dell'assistenza. Negli ultimi tempi, di pomeriggio, Izzo si era dedicato anche alla realizzazione del mensile dell'associazione, la cui testata è «Città domani». Del periodico era pronta una bozza ma non erano ancora iniziate le pubblicazioni. Sempre all'interno di «Città Futura», inoltre, Angelo Izzo aveva conosciuto e cominciato a frequentare i due giovani molisani ora arrestati insieme a lui: Guido Palladino, che svolgeva mansioni di segretario, e Luca Palaia, che prestava opera di volontariato.

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