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Tutte le piste aperte: ancora non si sa il perchè dell'uccisione delle due donne

CAMPOBASSO - «In questo momento tutte le piste sono aperte, dobbiamo verificare varie situazioni. C'è stata un'attività pregressa di indagini, nei giorni scorsi, che aveva consentito di accendere i riflettori su alcuni personaggi, ma per ora non c'è nessun elemento che chiarisca definitivamente questa vicenda». E' quanto ha affermato il vice direttore dello Sco, Gilberto Caldarozzi, uscendo dal vertice alla Questura di Campobasso sul ritrovamento delle due donne morte a Mirabello Sannitico e sull'arresto di Angelo Izzo.
«In particolare sul movente del delitto - ha aggiunto - tutto è ancora da verificare». I tre arrestati - oltre a Izzo ci sono Guido Palladino, 26 anni, e Luca Palaia (non Pedicino come riferito in precedenza), di 21 - restano comunque «fortemente sospettati» dell'assassinio delle due donne.

I tre, ora tutti rinchiusi nel carcere di Campobasso, hanno posizioni processuali diverse: a Izzo è stato revocato il regime di semilibertà, Palaia è stato arrestato e Palladino è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Si erano conosciuti nella cooperativa per il recupero di tossicodipendenti dove Izzo lavorava uscendo di giorno dal carcere: Palladino lavora nella cooperativa come segretario, mentre Palaia la frequentava essendo stato in passato coinvolto in alcune rapine.
Per il momento gli inquirenti non hanno voluto dare nessuna conferma sulle modalità del delitto e sulle cause della morte delle due donne, nè sulla circostanza della possibile violenza carnale. «Bisognerà attendere l'esito dell'autopsia», hanno affermato. Sulla possibilità che Izzo e Giovanni Maiorano, il pentito pugliese marito e padre delle due vittime, si siano conosciuti in carcere, Caldarozzi ha infine dichiarato: «potrebbe esserci stato qualcosa, ma è ancora tutto da verificare». Anche Maiorano, comunque, era stato detenuto nel penitenziario del capoluogo molisano.

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