Giovedì 13 Dicembre 2018 | 21:07

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Il Senato vota la fiducia al Governo

ROMA - In Europa il governo italiano «ha raccolto grandi successi». Personalmente «sono riuscito a portare Barroso alla presidenza». «Prima era facile governare, ora no!». Basta con questo sistema elettorale «ibrido». O si fa un partito unico «o si torna al proporzionale». E' un Silvio Berlusconi all'attacco quello che oggi interviene al Senato per incassare il secondo voto di fiducia. Anche se il tono è più soft di quello usato ieri alla Camera. Il premier non risparmia critiche a chi, con «il 6%» pretende di piegare una maggioranza del «94%», ma è soprattutto contro il centrosinistra che lancia i suoi strali. E l'opposizione risponde gridando, ridendo e agitando anche cornetti portafortuna. Come fa il capogruppo dei Ds al Senato Gavino Angius.
L'AFFONDO, LA CRITICA E L'APPLAUSO PREMATURO... - Dopo aver ascoltato i senatori, alle 11 il premier prende la parola. E attacca il centrosinistra reo di non avere ancora un programma e di non essere capace di dare neanche dei «suggerimenti». Poi difende l'operato del governo e vanta «grandi successi» raggiunti in Europa. Dai banchi dell' opposizione si alza qualche primo brusio. Pronta la senatrice dei Ds Maria Grazia Pagano interviene per riportare la calma: «Poi - spiega ai suoi - faranno lo stesso anche loro quando parla Angius!». Le proteste si placano. Ma per poco. Quando Berlusconi rivendica la sua crociata contro i prodotti cinesi e attacca la Bce, Angius, unendo le mani e portandosele alle labbra, comincia a gridare: «Ma come si fa a dire certe cose...». Seguono urla e risate. Soprattutto da parte delle senatrici Tana De Zulueta e Daria Bonfietti.
Berlusconi prosegue, ma nel discorso si abbandona ad una pausa oratoria. Di quelle che si fanno per attirare l'attenzione. Pensando che l'intervento del premier si sia concluso, uno senatore della Cdl si alza e comincia ad applaudire. Il premier però non ha finito. Così l'esponente del centrodestra, facendo finta di niente, si risiede al suo posto tra i sorrisi dei colleghi.
LA SCOLARESCA E IL 'CIAO-CIAO' DEL PREMIER - Dalla tribuna, delle scolaresche seguono il dibattito. I loro occhi, ad altezza balaustra, sono puntati su Berlusconi. Lui se ne accorge e, mentre parla il capogruppo della Margherita Willer Bordon, non si tiene. Alza la mano destra e con il pugno che si apre e si chiude fa 'ciao-ciao' ai bambini che sorridono. La scena si ripete quando interviene il presidente dei senatori Verdi Stefano Boco. Mentre quest'ultimo attacca premier e maggioranza, il Cavaliere si lascia cadere indietro sulla sedia, sorride e saluta i fotografi con la mano. Flash impazziti rispondono.
Berlusconi ascolta distratto i senatori dell'opposizione. Chiacchiera con i ministri che gli siedono accanto, legge e scrive. Solo quando prende la parola l'esponente della Lega si ferma e, a fine discorso, lo ringrazia con un cenno della mano. Per seguire Francesco D'Onofrio (Udc), Domenico Nania (An) e Renato Schifani (FI) il premier però sposta addirittura la sua sedia, annuisce e ringrazia. Anche quando il capogruppo centrista sottolinea che quella del suo partito non sarà una fiducia nè fredda nè calda, ma «gradevolmente tiepida...».
'EIA-EIA-ALALA'... - Il capogruppo di An Domenico Nania difende premier e Cdl e respinge le critiche dell'Unione. Poi conclude: «Voi avete dimenticato la lezione del 25 aprile: non più nemici, ma avversari, in nome della libertà e della democrazia». Replica, anche stavolta, la senatrice Pagano che all'indirizzo di Nania, con tanto di mano alla bocca grida: «E 'eia-eia alala' non ce lo metti?».
IL CORNETTO ROSSO E IL PRANZO DA 'FORTUNATO'... - E' la volta di Angius. Parla di 'fallimentò del governo. Invita i ministri Marzano e Miccichè a spiegare al premier che per il Sud le risorse sono davvero diminuite. E si dice contento per non aver trovato nel programma della Cdl nessun cenno alla vendita delle spiagge ("Non so, però, se è per un suo conflitto sardo di interessi.."). «Li guardi - dice poi al Cavaliere indicando i senatori della maggioranza - sono senza slancio e senza entusiasmo...». «Farai la fine di Occhetto!» strilla il senatore di FI Emiddio Novi. Ma Angius continua. «Sono gli italiani ad aver stracciato il contratto con lei..». E ancora: «Lei è uno spot continuo!». La Cdl protesta. Quindi torna sulla storia del «disfattismo e della jella». «Se noi siamo sfortunati, signor presidente - afferma l'esponente della Quercia sventolando un piccolo portafortuna rosso - le regalo un cornetto perchè forse in questo modo possiamo esorcizzare la situazione che abbiamo davanti». «Si vergogni!», strilla Roberto Salerno (AN). La due giorni di dibattito all'insegna del «disfattismo», del «catastrofismo», della «jella», dei «corni» portafortuna e della «sfiga» non può che concludersi con un pranzo, di Berlusconi con alcuni senatori di FI. Al ristorante «Da Fortunato...».
IL VOTO E LA CALCOLATRICE - Dopo la chiama, la conta dei voti al Senato avviene manualmente. Anche i controlli. Ma c'è un dato che non torna, così i funzionari ricorrono alla calcolatrice tascabile. E dopo un quarto d'ora dalla fine della votazione, in un'Aula ormai deserta, arriva il verdetto: il 'Berlusconi-bis' incassa la fiducia di Palazzo Madama con 170 «si», 117 «no» e due astenuti.
Anna Laura Bussa

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