Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 18:08

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"Volare", storia di un crac annunciato

MILANO - E' la cronaca di un crac annunciato, quella di Volare, che ad un certo punto sembrava vicina ad un rilancio, fallito solo perchè non sono stati trovati 15 milioni di euro per portare avanti il piano di risanamento.
Dopo aver chiamato Giorgio Fossa al vertice come uomo nuovo capace di mettere a posto le cose, la primavera scorsa, l' ex presidente di Sea delegò la società Kpmg a fare chiarezza, valutando la gestione fino a quel momento con il compito di accertare anche eventuali responsabilità. Insomma, la falla era nell' aria, nota e si trattava di capire solo quanto profonda. La stima dei debiti fu presto fatta: circa 300 milioni di euro fra fornitori, banche e società di leasing che affittavano a Volare gli aeromobili. Di qui, Fossa chiese un deciso aumento di capitale per ripartire, aumento che non arrivava, al punto che Fossa in settembre si dimise.
Poi, di fronte al precipitare della situazione, il 3 novembre in un' importante riunione il cda convocò l' assemblea per il 22 per rilanciare la società con una ricapitalizzazione di 60 milioni, chiedendo ai soci anche di varare azioni legali per valutare responsabilità delle gestioni precedenti, dal momento che Kpmg aveva messo nel mirino alcune poste dei bilanci 2002 e 2003. I maggiori soci si dichiararono allora favorevoli all' aumento (Interbanca, il Fondo Tricolore e l' imprenditore argentino Eduardo Eurnekian). Sottolineando però una disponibilità fino ad un massimo di 15 milioni ciascuno. In tutto 45, e quindi all' appello mancavano altri 15 milioni.
La soluzione apparì allora quella dell' ingresso di un nuovo socio, che però non fu mai individuato. Ryanair, chiamata in causa visto che l' intento di Fossa era di fare di Volare una compagnia low cost, affermò subito di non essere interessata. E così altre compagnie. Intanto i giorni scorrevano, i tre soci misero mano al portafoglio per 3 milioni ciascuno allo scopo di dare ossigeno all' azienda per l' ordinaria amministrazione, ma il cavaliere bianco non si trovava. Cominciò il panico, al punto che gli stessi sindacati offrirono, in particolare la Cisl, la propria collaborazione ai soci, affermando che i piloti erano disposti ad entrare nel capitale. Però, il 19 novembre, si arrivò all' improvviso stop dei voli e della biglietteria, che coinvolse 3.000 passeggeri. Stop deciso dalle società di leasing che bloccarono a terra i vettori a garanzia dei crediti vantati, anche se con la promessa che nel caso di pagamento sarebbero tornati a disposizione di Volare.
Insomma, la situazione cominciò a precipitare. Il 20 novembre nel corso di un incontro presso la Provincia di Varese il ministro del Welfare Roberto Maroni incontrò i vertici aziendali e sindacali, parlando della possibilità di un commissariamento della società sul modello Parmalat, in base al decreto Marzano. Ma non c' erano i termini per applicarlo sulla base delle dimensioni e dell' indebitamento dell' azienda. Intanto era finita l' iniezione di liquidità derivante dal precedente aumento di capitale da 80 milioni che permise al fondatore di Volare, il vicentino Gino Zoccai, di passare la mano sul controllo aprendo ai nuovi azionisti. Il presidente era diventato Mauro Gambaro.
L' ultima settimana di novembre, l' Enac decise di sospendere la licenza di volo, i 1.400 dipendenti caddero nel dramma e la procura di Busto Arsizio accelerò l' indagine per capire cosa fosse avvenuto nei bilanci 2002 e 2003. Da parte sua il tribunale civile prese atto della situazione e il 30 novembre il governo nominò commissario straordinario Carlo Rinaldini.
Successivamente, per andare incontro all' azienda, l' Enac restituì la licenza di volo come provvisoria alla controllata Air Europe, sino al 6 maggio, facendo però restare sospesa quella di Volare Airlines. Intanto, la procedura legale andò avanti e in dicembre la sezione civile del tribunale di Busto Arsizio deliberò la propria competenza sulla vicenda e lo stato di insolvenza della società. Sempre in dicembre, un' altra società che aveva secondo i magistrati legami troppo strani con Volare, MyAir (alcune persone interrogate dai magistrati sostennero che addirittura il call center di Volare per un periodo vendeva prenotazioni di biglietteria di quella società ndr), chiese all' Enac la licenza di volo.

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