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Il 28 e 29 aprile il convegno «L'epidemiologia ambientale nelle aree a rischio»

Il grande malato, da studiare e risanare, sarà in primo piano del convegno nazionale, che si terrà giovedì 28 e venerdì 29 aprile prossimi.
«L'epidemiologia ambientale nelle aree a rischio» sarà lo specifico tema che studiosi italiani e stranieri tratteranno ai più alti livelli per formulare una diagnosi e proporre una cura.
L'iniziativa è stata presentata dal direttore generale dell'Asl di Taranto e dal professor Giorgio Assennato, docente di Medicina del Lavoro dell'Università di Bari, e che l'Associazione italiana di Epidemiologia ha voluto portare a Taranto perché è una realtà definita un «laboratorio naturale per le problematiche epidemiologiche ambientali».
L'area di Taranto per la sua specificità ambientale, infatti, è caratterizzata da grave inquinamento di tipo chimico con preoccupanti ricadute sulla salute insieme a quelle della Fibronit di Bari, di Brindisi e Manfredonia. Così come l'Organizzazione mondiale della sanità ha individuato da tempo, oltre a diversi altri siti sparsi su tutto il territorio nazionale.
L'associazione di Epidemiologia, però, ha anche pubblicato che affianco ai rischi industriali devono essere attentamente considerati anche quelli derivanti dall'inquinamento urbano, che impone una maggiore attenzione alla sempre crescente circolazione di mezzi e persone.
Il convegno sarà chiamato a dare, perciò, risposte alle sempre più pressanti domande di salute, ma dovrà anche discutere dell'intero pianeta-ricerca ed alta formazione nell'area tarantina per poter rispondere alla coniugazione dell'ambiente con la salute.
Tutto, quindi, è legato soprattutto alla ricerca ed all'attività scientifica, riferimenti di Assennato per il conseguimento di ogni antidoto ai veleni che si è costretti ad ingerire.
Nel convegno di Taranto, l'associazione scientifica farà anche un bilancio dell'intera situazione italiana sulle aree a rischio, presentando i risultati delle ultime indagini effettuate in gran parte del Bel Paese, per rilancio delle migliori e sempre complesse attività di bonifica.
Paolo Lerario

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