Sabato 15 Dicembre 2018 | 07:47

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Coldiretti: dopo il tessile inchiesta su import pomodoro dalla Cina

ROMA - Dopo il tessile occorre aprire subito un' inchiesta anche sulle importazioni di pomodoro concentrato dalla Cina che, dal 2000 ad oggi, sono più che triplicate tanto da raggiungere una quantità pari a quella prodotta in Italia. A chiederlo è la Coldiretti commentando le dichiarazioni del commissario Mandelson sull' avvio dell' inchiesta su nove prodotti tessili.
Il concentrato di pomodoro è la principale voce dell' export agroalimentare cinese in Italia: nel 2004 ha raggiunto una quantità di 157 milioni di chilogrammi e un valore di oltre 62 milioni di euro (+46% rispetto al 2003). Si tratta, secondo quanto riferisce la Coldiretti, di pomodoro di prima trasformazione che giunge in Italia in fusti per essere rilavorato e riconfezionato anche mescolandolo con il prodotto italiano. In tal modo diventa automaticamente "tricolore" per finire sulle tavole di ristoranti e pizzerie come made in Italy, senza che i consumatori lo possano riconoscere per la mancanza di indicazioni nelle etichette. Secondo l' organizzazione si tratta di una situazione che sta determinano una concorrenza sleale sui mercati ed è stata causa della chiusura di alcuni stabilimenti e di una grave crisi tra le imprese agricole nazionali impegnate nella coltivazione del pomodoro, che sarà pagato nel 2005 a un prezzo ridotto di oltre il 20%. «Occorre al più presto intervenire anche a livello comunitario - sostiene la Coldiretti - per garantire la trasparenza degli scambi commerciali con l' obbligo di indicare nelle etichette dei prodotti confezionati il Paese di provenienza del pomodoro impiegato, per evitare che sia spacciato come made in Italy un prodotto coltivato a migliaia di chilometri di distanza».
Si tratta di una richiesta che è già all' attenzione delle autorità comunitarie dopo che, lo scorso febbraio, i rappresentanti delle forze sociali dell' impresa agricola e cooperativa europea hanno chiesto all' Europarlamento l'introduzione di una normativa comunitaria che preveda l'obbligo di etichettatura dell'origine degli ortofrutticoli contenuti nei prodotti trasformati.

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