Venerdì 14 Dicembre 2018 | 20:24

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Il bis, gli ex e gli spiragli... la crisi dietro le quinte

ROMA - Volto teso e passo deciso, Silvio Berlusconi fa il suo ingresso nell'affollatissima «Loggia delle benedizioni», al primo piano del Quirinale, alle 19,20. Circondato dai corazzieri e 'fasciatò nel doppiopetto blu 'di ordinanzà annuncia a cronisti e fotografi di aver ricevuto il mandato dal capo dello Stato a formare un nuovo governo.
La comunicazione dura pochi minuti. Nessuna domanda, nessuna risposta. Solo alla fine, mentre esce, scortato dal cerimoniale del Colle, si volta e, alla richiesta se domani è previsto il giuramento, annuisce con il capo e dice ad alta voce: «Si, immagino...».
E' questa la fotografia che chiude la seconda giornata di consultazioni al Quirinale: una liturgia bollata come inutile da Berlusconi che si risolve però in tempi rapidi e sinora senza apparenti intoppi.

PRIMA GLI 'EMERITI'... - In mattinata, al Quirinale, protagonisti assoluti sono i due presidenti emeriti della Repubblica: Francesco Cossiga ed Oscar Luigi Scalfaro. Il primo riappare in pubblico per la prima volta dopo un' operazione alle vertebre. Ha il passo lento, ma il viso è sorridente. Si appoggia ad un bastone ed è sottobraccio al consigliere per l'informazione del Quirinale, Paolo Peluffo. Nemmeno una parola su questa crisi nei confronti della quale è sempre stato scettico. Ma non resiste. E una battuta se la concede. Cita una frase di Pietro Nenni secondo la quale «vi sono coloro a cui l'arteriosclerosi comincia dalle gambe, ad altri dalla testà. A me - afferma sorridendo - non è cominciata dalla testa...». E poi, inarrestabile si rivolge alla folla di cronisti e cameramen, «ma perchè non vi fate mettere un condizionatore?». «Ma ve li danno ancora caffè e cornetti come quando c'ero io?». Rassicurato sul fatto che l'ospitalità nel palazzo nobile della politica non è cambiata, saluta e se ne va.
Decisamente più battagliero l'intervento di Scalfaro. Il suo con Berlusconi, come è noto, non è mai stato un rapporto idilliaco. Ma gli ex capi di Stato, di prassi non parlano dopo essere stati 'consultatì. Non entrano nel merito del colloquio. Così stringe le mani ad alcuni cronisti. E si capisce che è combattuto. Alla fine però parla. Sulle prime sembra un saluto normale. Poi la stoccata. Quando parla del 25 aprile e delle riforme costituzionali della Cdl. «Siamo vicini alla grande ricorrenza dei 60 anni - dichiara - della riconquista della libertà e della caduta definitiva di un uomo che era onnipotente. Caduta definitiva. Ecco, questo è quel che ci impegna in questo momento, soprattutto nel riflesso della riforma costituzionale...». Poi, prima di congedarsi, rivolge un augurio ("che penso possiamo fare tutti insieme") «per l'Italia, che certamente ne ha bisogno...». Per questo saluto la maggioranza lo attaccherà duramente per l'intero pomeriggio.

L'AUSPICIO DI FINI E L'INDICAZIONE DI TREMONTI - Le consultazioni di An e FI complessivamente durano poco. E rapida è anche la comunicazione che le due delegazioni fanno alla stampa. Gianfranco Fini, scortato dai capigruppo di Camera e Senato Ignazio La Russa e Domenico Nania, esprime il suo auspicio perchè la crisi sia il più rapida possibile. Viso e abito scuri, sembra sulle spine e non nasconde irritazione per le domande sul futuro della maggioranza. Le riforme? Su questo invece non ha dubbi. Ora, spiega, non si possono più cambiare. Il Parlamento le ha già votate. O le si approvano o le si respingono. Decisamente indolore il passaggio davanti alle telecamere degli azzurri Tremonti, Bondi, Vito e Schifani. Annunciano di aver dato «l'indicazione» a riaffidare l'incarico a Berlusconi perchè quella è la volontà degli elettori. Poi via. Di domande neanche a parlarne.

L'ATTESA... - Durante le consultazioni, cronisti e fotografi sostano tra la 'Loggia delle benedizionì e la 'sala degli scrignì dove possono approfittare di un nutrito buffet. Parlano, delineano scenari e scherzano... Come quando, in attesa dell'ingresso di Berlusconi, per colpa del vento, la porta dalla quale escono le delegazioni si apre all'improvviso e resta socchiusa. «Chi è, Berlusconi?». «No - è la risposta ironica - è uno spiraglio per la crisi..».
Anna Laura Bussa

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