Lunedì 17 Dicembre 2018 | 04:26

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Assindustria di Taranto

TARANTO - Gli industriali ionici si dichiarano perplessi sull'ipotesi di istituire un Ministero per il Sud, così come caldeggiato a livello governativo centrale.
«Non serve un ministero ad hoc, ma una nuova politica per il sud» ha sostenuto concordemente l'intera associazione degli Industriali di Taranto, che intendono prendere decisamente le distanze dalla vecchia politica assistenzialista in cui erano state omologate in passato le regioni del Mezzogiorno.
No all'assistenzialismo, quindi, ma il perseguimento di una politica che privilegi, così come individuato nel recente accordo di Confindustria sottoscritto con sedici associazioni datoriali e sindacali, quello sviluppo e quella competitività tesi a superare gli squilibri ancora esistenti fra Nord e Sud del Paese.
«E' un'altra impostazione di politica economica - si precisa tra gli industriali tarantini - che l'istituzione di un ministero ad hoc, piuttosto che configurarsi come una vera priorità, potrebbe invece comportare seri rischi di un'ulteriore marginalizzazione delle aree a sud del Paese».
L'ipotesi che sia istituito questo nuovo Ministero, perciò, allarma il tessuto produttivo tarantino, che, anzi, desidera continuare a far riferimento ai vari dicasteri che, ciascuno per le proprie competenze, sono gli interlocutori diretti degli interventi ed incentivi mirati all'incremento della spesa pubblica per il meridione ed alle sue piccole imprese di allinearsi alle grandi realtà per "fare sistema".
«L'istituzione del Ministero del Mezzogiorno - si è sostenuto ancora in Assindustria - riproporrebbe, invece, non solo una scelta anacronistica di straordinarietà dell'intervento pubblico con un ritorno al passato, ma anche un'opzione fortemente "centralista" in un contesto profondamente mutato di progressiva regionalizzazione delle funzioni di promozione e di programmazione dello sviluppo».
A Taranto, è stata, invece, valutata positivamente la notizia di un coordinamento delle Regioni del Sud, che vedrà un suo primo momento di attuazione il 3 maggio prossimo a Napoli.
«Qualora si configurasse, come auspichiamo, come un passo importante verso il riposizionamento centrale della "questione meridionale" nell'agenda politica nazionale, si andrebbe nella direzione, fortemente condivisa, di un netto rilancio delle politiche per il Mezzogiorno».
Paolo Lerario

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