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Chiuso il primo giorno di consultazioni

ROMA - Dopo quattro anni torna il rito delle consultazioni al Quirinale. Rituale stanco per alcuni, momento quasi sacro della democrazia italiana per altri, l'evento si è consumato nei luoghi mitici del palazzo più alto della politica italiana. Le ventiquattro delegazioni che sono arrivate oggi al Quirinale sono state ricevute nello studio alla vetrata, poi sono sfilate nella loggia d'onore, dove c'erano ad attenderli uno schieramento di giornalisti, che nei tempi morti facevano incetta di tramezzini al buffet offerto nell'attiguo salone degli scrigni. Luoghi che in passato balzavano all'onore delle cronache con cadenza quasi annuale, grazie (o meglio per colpa) delle continue crisi di governo, ma che da qualche anno sono caduti un po' nel dimenticatoio.

L'ULTIMA VOLTA NEL 2001 - Il rituale delle consultazioni si era svolto l'ultima volta nel 2001, subito dopo le elezioni politiche vinte dal centrodestra. Allora le delegazioni erano ridotte all'osso: a parte i presidenti delle Camere e gli ex capi di Stato, nello studio di Ciampi arrivarono le delegazioni dei due poli, più quelle dei gruppi misti. Nella sola giornata di oggi,invece, Ciampi ha avuto ben ventiquattro incontri. Tranne che per la federazione dell'Ulivo che è arrivata con la sua squadra (undici persone, non a caso) guidata da Prodi, al Quirinale oggi è stata la fiera della frammentazione. La Casa delle libertà si è presentata con delegazioni divise (oggi Lega e Udc, domani Forza Italia e An) e non poteva essere altrimenti visto che la crisi riguarda proprio i rapporti tra i partiti che la compongono.

'ONE MAN GROUPS' - Ma la vera sorpresa della giornata sono state le formazioni politiche presenti in Parlamento, compresi gli «one man groups», gruppuscoli e partitini con un solo rappresentante in Parlamento. Si sono visti i democristiani di Gianfranco Rotondi, rappresentati da un ex leghista, Piergiorgio Martinelli, che per qualche oscuri motivo hanno scelto la denominazione di «ecologisti democratici». Oppure Michele Lauro, senatore transfuga da Forza Italia e che si è iscritto al gruppo misto con l'impegnativa sigla 'Casa della liberta», così, al singolare, probabilmente per differenziarsi da quella guidata da Silvio Berlusconi. La spiegazione ufficiale è che il capo dello Stato si è attenuto alla prassi di invitare i capi dei gruppi parlamentari costituiti in Parlamento.

LE DUE VOLTE DI HELGA TAHLER - Nel bailamme delle delegazioni a qualcuno è capitato di essere ricevuto due volte da Ciampi. La battagliera senatrice della SVP Helga Tahler è entrata una prima volta nello Studio alla Vetrata con la delegazione sudtirolese, e,dopo appena un'ora e mezza, è tornata da Ciampi nella sua veste di presidente del gruppo delle Autonomie del Senato.

LO 'STRAPPO' - La giornata è cominciata con un piccolo strappo: il presidente della Camera Casini, rompendo una prassi quasi sempre rispettata, al termine dell'incontro con il capo dello Stato si è fermato davanti alle telecamere e ha letto ai giornalisti una dichiarazione il cui fulcro era: o si forma il Berlusconi bis o si va alle elezioni anticipate. Che il presidente di un ramo del Parlamento parlasse dopo essere stato 'consultatò al Quirinale è successo solo quattro volte in passato, con Fanfani nell'82, Mancino nel '97, Scognamiglio e Pivetti nel '95.

LA BATTUTA DI MASTELLA - Anche i gruppi dell'Unione, pur avendo la consegna di rifarsi alle parole ufficiali di Prodi, non hanno rinunciato a fare la loro dichiarazione ufficiale. Il centrosinistra ripete che le consultazioni non sono un vuoto rito o una perdita di tempo. «Ad Arcore qualcuno le considera irrilevanti, per noi a Ceppaloni, invece, sono un fatto sacrale», ha sintetizzato Clemente Mastella. Che per sdrammatizzare si è congedato dai giornalisti con una battuta: «Mi verrebbe da fare come quel senatore americano che, essendo andato a visitare un carcere, salutò i detenuti dicendo: Sono contento di trovarvi tutti qui». Risata generale, alla quale non si sono associati solo i due corazzieri sull'attenti, ai lati della porta che mette in comunicazione con lo studio di Ciampi, addestrati a non tradire mai le loro emozioni.

VERDI IN BICICLETTA - Nemmeno di fronte alla delegazione dei verdi, arrivata al Quirinale in bicicletta: senza battere ciglio, i corazzieri di guardia al portone principale hanno preso le biciclette di Pecoraro Scanio e compagni e le hanno sistemate nel cortile d'onore.
25 APRILE - Domani si continua con le delegazioni di An e Forza Italia, per concludere con gli ex presidenti della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e Francesco Cossiga. Intanto, nel cortile d'onore del Quirinale fervono i preparativi per la celebrazione del 25 Aprile. Squadre di operai montano la tribuna d'onore coperta, da dove il capo dello Stato, lunedì mattina, pronuncerà il discorso, e il palco su cui saranno esposti i gonfaloni dei Comuni e le bandiere delle associazioni partigiane e combattentistiche. Per quel giorno, giurano quasi tutti, le consultazioni saranno un ricordo.
Marco Dell'Omo

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